Dagli Etruschi a Oggi: Il Gioiello di Arezzo

Moda del 22-02-2017
di Linda Alunno

Dagli Etruschi a Oggi: Il Gioiello di Arezzo

Sarà capitato sicuramento ad ognuno di voi di essere in giro da qualche parte del mondo, o anche in Italia, e di fare amicizia con qualcuno, ebbene, qual’ è la domanda che vi hanno fatto dopo aver saputo il vostro nome e la vostra età? “Da dove vieni?”  “Da Arezzo.” Ai più fortunati sarà sicuramente capitato che il proprio interlocutore gli rispondesse “Ah, la Città dell’Oro” poiché è con questo appellativo che la nostra città è conosciuta in tutto il mondo.

L’economia aretina è da sempre basata sulla produzione agricola e su attività di tipo industriale e artigianale, ed ha avuto una forte crescita nel dopoguerra e nel corso del boom economico degli anni Sessanta che ha caratterizzato tutta l’Italia.

Quello che ha reso Arezzo famosa nel mondo è però la tradizione orafa. La lavorazione dei metalli preziosi ha permesso alla città di affermarsi e di inserirsi nel panorama nazionale e internazionale come vera protagonista. L’uomo, fin dai tempi più remoti, ha cercato di valorizzare il proprio aspetto facendo uso di gioielli che inizialmente utilizzava come protezione del proprio corpo contro quegli eventi naturali ai quali non riusciva a dare una spiegazione, poi successivamente per sottolineare la posizione sociale ricoperta. Un gioiello, infatti, attribuisce personalità, importanza, e prestigio a chi lo indossa, al punto che l’uomo pensò prima ad adornarsi poi a vestirsi.La tradizione orafa aretina ha origini antichissime, essa risale infatti a quando in territorio aretino era abitato dagli Etruschi. L’oreficeria etrusca ha contribuito alla nascita e alla crescita di quella che sarebbe successivamente divenuta la tradizione orafa italiana. Gli Etruschi primeggiavano in questa forma di artigianato e vantavano non pochi abili maestri orafi. Quella che essi utilizzavano era una tecnica raffinata ed elaborata, che veniva chiamata granulazione e che consisteva nel ridurre l’oro in un numero infinito di granelli piccolissimi che dovevano poi essere saldati su una sottile lamina sino a completare la forma stabilita, tecnica che ancora oggi nessuno è riuscito ad eguagliare per bellezza e precisione della lavorazione. Per chi fosse interessato ad ammirare con i propri occhi l’eleganza e l’attenzione ai dettagli con cui i maestri orafi etruschi realizzavano questi preziosi gioielli, i musei di Arezzo e della provincia, in particolare Cortona, ospitano diverse testimonianze dell’arte orafa etrusca datate sino al VI secolo a.C. Con lo sviluppo dei commerci tra l’Etruria ed il Medio Oriente, la Grecia e la Turchia, la gioielleria Etrusca fece un notevole slancio in avanti andando ad arricchire il metallo con l’inserimento di pietre preziose.

E’ nel XIV secolo d.C. che nascono le prime botteghe artigiane del gioiello ad Arezzo, contemporaneamente alla crescita della nobiltà locale e delle confraternite; i maestri orafi realizzano gioielli per i signori della zona finché l’eco della loro arte si diffonde anche a Roma, dove il papato inizia a richiedere commesse sempre più importanti. L’arte orafa locale trova così un momento di grande prosperità e si specializza nella realizzazione di soggetti religiosi: croci, reliquiari, turiboli, navicelle, calici e ostensori. Tale prosperità produttiva perdura anche nei secoli successivi, fino a sfociare agli inizi dell’Ottocento, con il successo del cantiere della Cappella della Madonna del Conforto, che funge da catalizzatore per molti orafi.

Occorre però attendere il 1926 perché la tradizione dell’artigianato orafo aretino abbracci il mondo industriale: avviene quando Carlo Zucchi e Leopoldo Gori creano la loro azienda per la realizzazione e la commercializzazione di prodotti in oro, inserendosi nella tradizione millenaria locale con l’apporto di nuove idee e nuovi metodi che hanno lasciato un’impronta indelebile sul territorio della provincia di Arezzo. Oggi il distretto orafo argentiero di Arezzo rappresenta uno dei distretti più tradizionali e storici della regione e, assieme a Vicenza e Valenza, è quello che rappresenta maggiormente l’oreficeria italiana nel mondo.La città produce alta oreficeria che da sola rappresenta un terzo dell’export italiano.

La Mostra Internazionale dell’Oreficeria e Argenteria Aretina, la fiera organizzata la prima volta nel Settembre 1980, nel corso degli anni ha sollecitato gli orafi aretini a misurarsi con l’ambiente esterno e con aspetti della professione storicamente sottovalutati, come il design, l’innovazione del prodotto e di processo, la comunicazione e l’immagine. Dall’epoca etrusca, insomma, i metodi produttivi dell’artigianato orafo aretino si sono evoluti, ma ciò che non è cambiato è la passione viscerale, culturale, del territorio per la lavorazione di altissima qualità.

OROAREZZO06-09 Maggio 2017 

GOLD/ITALY21-23 Ottobre 2017

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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