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Bob Dylan: come una pietra rotolante

Musica del
di Federico Nicchi
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Bob Dylan: come una pietra rotolante

“Un lungo pezzo di vomito”. Ecco come Dylan definì quello che è ritenuto il suo brano più celebre e quello che la rivista musicale Rolling Stone decreta il miglior brano di tutti i tempi.

“Like a rolling stone” è il risultato di paginate e paginate di pensieri, insoddisfazioni, della monotonia dei suoi concerti, dell’incapacità di esprimere al meglio la sua creatività.

Di ritorno da un tour in Gran Bretagna, Dylan sentì il bisogno di esprimere tutto il suo disagio, evadendo dalla prigione mentale in cui era rinchiuso e scrivendo queste famose venti pagine senza un fine specifico ma con il solo intento di esternare tutto ciò che aveva dentro di sé.

Nonostante a Dylan fosse nota poco più che la melodia del ritornello, l’insieme di parole presero forma e in due giorni fu possibile iniziare e concludere le registrazioni di quello che divenne il suo sound più celebre, quel sound rivoluzionario capace di coniugare saldamente sonorità folk e rock, fonte di ispirazione per numerose band che, adattandosi a questo capolavoro, daranno vita al vero e proprio rock.

La miss solitudine a cui Dylan si riferisce è una rappresentazione di sé stesso nei confronti del mondo. Un Dylan che avverte questo stacco tra lui e il mondo dopo aver vissuto nel periodo più celebre, abbandonando la figura di idolo delle folle e trasformandosi in una pietra, quella pietra che non può altro che rotolare lungo una discesa inevitabile fino a giungere allo stato di libertà, esprimendo tutto sé stesso con la massima sincerità. La passione, la rabbia, il malcontento e la ritrovata libertà di espressione sono i punti principali su cui nasce il brano, emozioni che rendono il pubblico capace di immedesimarsi in Dylan segnando l’inizio di una rivoluzione musicale.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.