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Irregolarità nei circoli recreativi, scattano denunce in Valdarno. Lavoratiori controllati da telecamere

Cronaca del
di Luigi Alberti
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Irregolarità nei circoli recreativi, scattano denunce in Valdarno. Lavoratiori controllati da telecamere

I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno proceduto, durante il periodo delle festività natalizie, ad una serie di controlli e di attività ispettive presso diversi esercizi pubblici sparsi nel Valdarno. Tali controlli erano finalizzati non soltanto a verificare ed eventualmente sanzionare possibili irregolarità di tipo amministrativo o sanitario, ma anche a combattere eventuali episodi legati al fenomeno del lavoro sommerso.L’attività ispettiva svolta dai militari dell’Arma si è rivelata proficua ed ha portato alla denuncia in stato di libertà di tre soggetti: il primo, un italiano incensurato, titolare di una ditta che si occupa di somministrazione di cibi e bevande, per non aver rispettato gli obblighi informativi nei confronti di un proprio lavoratore; anche nel secondo caso, un italiano incensurato, titolare di un bar, veniva sanzionato per essersi sottratto alla idonea formazione dei lavoratori in merito alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel terzo caso invece, è stata denunciata una donna italiana, incensurata, presidente “pro tempore” di un Circolo “A.R.C.I.”, poiché consentiva da parte del personale dipendente  la somministrazione di alimenti e bevande ad un pubblico generalizzato non iscritto quale socio ed in più l’area adibita alla somministrazione di alimenti e bevande non rispettava i criteri di stabiliti dal Ministero dell’Interno: in quest’ultimo caso, i Carabinieri riscontravano la presenza di un sistema di videosorveglianza che riprendeva anche i lavoratori nello svolgimento delle proprie mansioni, installato in assenza di specifici accordi sindacali in merito o di eventuali autorizzazioni da parte dell’ispettorato del lavoro. I militari dell’Arma hanno quindi elevato sanzioni amministrative per un ammontare superiore ai settemila euro, oltre alla segnalazione all’autorità giudiziaria per la violazione delle specifiche materie.