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Martina Rossi, danesi sentiti in patria, la decisione il 17 settembre

Cronaca del
di Barbara Perissi
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Martina Rossi, danesi sentiti in patria, la decisione il 17 settembre

Ascolto dei due testimoni presso il tribunale danese competente, senza videoconferenza ma in forma tradizionale. E' questa la strada che probabilmente sarà seguita per sentire padre e figlia, turisti danesi che il 3 agosto 2011 si trovavano in vacanza nella stessa struttura di Palma di Maiorca dove morì, cadendo dal balcone dei due aretini imputati nel processo, la ventenne genovese Martina Rossi. La comunicazione è arrivata questa mattina durante l''udienza fissata in Tribunale ad Arezzo. Il giudice Angela Avila, che presiede il collegio, ha informato le parti che la rogatoria è stata presa in carico dal sistema giudiziario danese. La conferma si avrà il prossimo 17 settembre, quando ci sarà una nuova udienza ad Arezzo ma la strada dell'ascolto tradizionale pare segnata dal momento che sono state disdette le udienze prenotate presso il Tribunale di Perugia dove ci sono aule attrezzate per le videoconferenze. I due testimoni, chiamati in causa dal procuratore Roberto Rossi, saranno sentiti con le domande già inviate e tutto dovrà attenersi alle richieste scritte. I due testimoni la notte della tragedia si trovavano nella camera adiacende alla 609 che occupavano i due aretini e da dove precipitò Martina Rossi. Secondo quanto dichiarato durante le indagini, udirono un urlo straziante e poi uno scalpiccio di passi nelle scale. Per la procura di Arezzo i due giovani spinsero la ragazza a cercare una fuga per sfuggire a un loro tentativo di violenza mentre gli avvocati difensori sostengono la tesi dei loro assistiti ovvero che Martina si lanciò volontariamente.