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Il Pd aretino si ridesta dopo la botta del 2015. Il problema che lo fa nel momento più difficile

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Il Pd aretino si ridesta dopo la botta del 2015. Il problema che lo fa nel momento più difficile

Tre anni di opposizione sonnolenta. Poi all'improvviso, arrivano le "cannonate". Il gruppo consigliare del Pd aretino ha deciso di tornare a giocare un ruolo diverso nello scacchiere aretino. La conferenza stampa che ha visto schierati gran parte dei consiglieri comunali, è stato un segnale. Della serie noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte. Per rispetto di chi ci ha votato e di chi ha deciso di prendere altre strade. E sì perchè rispetto al giorno della sconfitta al ballottaggio di Bracciali, il quadro politico è cambiato sia a livello nazionale che locale. La Destra aretina ha preso sempre più consapevolezza del suo ruolo e non è un caso  che anche a livello locale sposi delle scelte forti che inevitabilmente, soprattutto sul sociale, allargano il solco con le forze dell'opposizione. Attenzione abbiano detto Destra e non centro-destra. Le posizioni assunte di recente soprattutto da Forza Italia hanno spostato l'asse in quell'area al punto che rispetto alle politiche fatte dalla precedente giunta Lucherini, queste assumono una connotazione ben più marcate. Il Pd dunque alza il muro, attacca su tutto, ma siamo certi che potrà trovare una sponda sulla pubblica opinione? Sull'immigrazione il tema è delicato e ha dato i suoi effetti elettorali proprio lo scorso 4 marzo con la clamorosa esplosione alle urne della Lega. In ogni caso Il Pd dopo essersi leccato le ferite, subito scossoni elettorali, si è risvegliato. Per completare l'opera deve trovare un leader, costruire un'alleanza condivisa e proporre una idea di governo che superi quei confini che l'hanno portata alla sconfitta nel 2015. Giusto chiedersi, visto il clima nazionale, se tutto questo potrà essere attuato.