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Caso Ciriello, secondo i periti totalmente incapace di intendere e di volere, sentenza il 21 marzo

Cronaca del
di Barbara Perissi
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Caso Ciriello, secondo i periti totalmente incapace di intendere e di volere, sentenza il 21 marzo

 Uccise il padre un anno fa con un colpo di fucile, l'omicidio accadde a Lucignano, giudicato dai periti totalmente incapace di intendere e di volere, avvocato chiede la revoca degli arresti domiciliari, il pm si oppone. La decisione del Gup del Tribunale di Arezzo in merito arriverà entro 5 giorni. Secondo i periti del giudice Massimo Mauri e Massimo Fargieschi Giacomo Ciriello, 18 anni, sarebbe affetto da “uno scomperso paranoico con intuizioni deliranti che lo rende incapace di intendere e di volere”. Per questo hanno consigliato il ricovero in una struttura di secondo livello capace di curarlo. L'avvocato difensore Stefano del Corto ha chiesto la revoca dei domiciliari ( il giovane si tova attualmente in una casa famiglia di Prato) e la libertà vigilata, richiesta alla quale si è opposto il pm Laura Taddei chiedendo il ricovero in una struttura più dura, di terzo livello. Il Gup Giampiero Borraccia si è preso cinque giorni di tempo per decidere annunciando poi la sentenza per il 21 marzo.