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Cinebrivido di Feinmann... da non perdere

Letture e Poesie del
di Laura Baldi
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Cinebrivido di Feinmann... da non perdere

José Pablo Feinmann – si legge sempre piacevolmente – se di giorno insegna filosofia, di notte vive di cinema. Lo possiamo immaginare mentre entra in casa, getta in un angolo la vecchia borsa di cuoio piena di libri di Filosofia e finalmente sprofonda nel divano telecomando alla mano e si perde negli anni d'oro di Hollywood. Poi un’altra cosa che Feinmann fa di notte è scrivere. E da una nottata delle sue è nato questo Cinebrivido, pubblicato nel 1998. Sotto i panni di un thriller, con tanto di serial killer insospettabile, Feinmann racconta una storia dove tutto è estremo, distorto, eppure molto vicino a noi. Il giovane argentino Fernando Castelli, che ha scritto e scrive sceneggiature per il cinema ma rimaste tutte nei cassetti del "le faremo sapere", decide di diventare un serial killer sotto la cospicua promessa di 3 milioni di dollari e sceneggia – in leggera differita – i suoi stessi omicidi. La sua decisione è caldeggiata dal suo caro amico e "volto del diavolo" Jack lo Squartatore, che ogni tanto passa a fargli visita per qualche consiglio dell'ultimo minuto. Nasce così sotto lo pseudonimo di Van Gogh, il serial killer che taglia l’orecchio sinistro alle sue vittime e terrorizza tutta la popolazione, che corre alle armi. Ovviamente presto diventa un problema politico, ma anche la felicità per Greta Toland, produttrice di Hollywood senza scrupoli in cerca di una "true story". E mentre il commissario Pietri – telegenico e incapace poliziotto, compagno di tennis del Presidente e amatissimo dai politici – incaricato di indagare, mentre l’arruffatissimo e "evergreen" investigatore Colombres conosce fin da subito il colpevole, cerca di risolvere i suoi problemi personali sfruttando l'occasione. In un susseguirsi di citazioni cinematografiche il libro prende quota, grazie alla scrittura rapida e a scene molto ben costruite. I personaggi di Feinmann sono spesso macchiette, come Ricky Mintrone,  funzionali a un libro che somiglia molto più a una piéce teatrale che a un thriller. Mai come in questo romanzo i confini fra cinema e realtà vacillano. Con risultati esilaranti e inquietanti. Preparatevi a un po’ di autentico, comico, irriverente, spiazzante ‘cinebrivido’.