Il Festival di Sanremo edizione 1988 e la magistrale interpretazione di Massimo Ranieri

Musica del 12-02-2018
di Federico Nicchi
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Il Festival di Sanremo edizione 1988 e la magistrale interpretazione di Massimo Ranieri

Sono passati 30 anni da quando “Perdere l’amore” venne eseguito al Festival di Sanremo, ma ancora oggi le parole che descrivono la tragicità di questo amore, hanno conservato quella capacità di squarciare l’anima e di far provare, sulla pelle di chi le ascolta, la sofferenza nel subire una perdita del genere.

Il testo, scritto da Marcello Marrocchi e Giampiero Artegiani, fu presentato all’edizione del 1987, dello stesso festival, dal cantautore napoletano Gianni Nazzaro. L’interpretazione di Nazzaro fu scartata dalla giuria selezionatrice e ciò generò polemiche in merito al successo che ottenne la canzone l’anno successivo dove, oltre ad essere ammessa alla competizione, risulterà vincitrice.

Dopo la non ammissione al festival di Sanremo, l’etichetta discografica WEA affidò a Lucio Fabbri, al tempo solista dopo l’esperienza con la band PFM, e a Sergio Conforti, meglio conosciuto come Rocco Tanica, tastierista degli Elio e le Storie Tese, esecutore dell’intro di pianoforte del brano in questione; l’arrangiamento di “Perdere l’amore”. Anche Paolo Panigada, alias Feiez, membro degli Elio e le Storie Tese, partecipò con il suo sax, all’esecuzione del brano al festival.

L’interpretazione delle struggenti parole, della devastazione e del dolore vennero affidate a Giovanni Calone, meglio noto come Massimo Ranieri.

Dopo aver dedicato interamente gli ultimi cinque anni alla carriera cinematografica e teatrale, ha la possibilità di tornare al suo grande amore, nel 1988 ha la possibilità di esibirsi nel prestigioso palco di Sanremo che già aveva calcato quando era poco più che diciottenne, nel 1969.

Il testo, composto da parole semplici ma fortemente incisive, descrive l’atrocità di un amore finito, la malinconica solitudine, l’ingenuità, la sofferenza, il violento abbandono, la rabbia, l’incapacità nell’accettare la realtà dei fatti, la rassegnazione ed infine la sensazione di vuotezza di un uomo, ormai dai capelli un po’ di argento, a cui sono rimasti solo i ricordi di quell’amore devastante.

L’interpretazione del tema risentì delle doti attoriali di Ranieri il quale riuscì ad esprimere talmente bene le sensazioni descritte nel testo come se fosse proprio lui stesso il protagonista della triste storia fino alla conclusione del brano, con quell’acuto esplosivo in grado di generare una cascata di applausi che invase il Teatro Ariston e garantire la vittoria della trentottesima edizione del Festival di Sanremo.

 

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