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Arezzo Fiere, i margini per Boldi ormai non ci sono più

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Arezzo Fiere, i margini per Boldi ormai non ci sono più

Ha giocato la sua partita fino in fondo. In questi ultimo periodo ha perso per strada l'alleato di sempre, la Camera di Commercio che con Andrea Sereni lo ha sempre sostenuto, e la Regione che proprio in queste ore lo ha mollato al suo destino. Per Andrea Boldi le dimissioni sono inevitabili. Arrivare alla scadenza di aprile è un grande rischio. Non si puo' stare in Paradiso a dispetto dei santi dice un vecchio adagio popolare. Le avvisaglie si erano manifestate con le dimissioni di tre membri del cda. Poi il carico da undici lo ha messo il sindaco Ghinelli che da sempre ha contestato la gestione Boldi. In passato gli strali erano partiti da via XXV aprile, sede della Confcommercio, che in queste ore, non è stata certo tenera con lo stesso Boldi, sposando la tesi dell'assessore regionale Ciuoffo. Opportuno puntualizzare un aspetto secondario, il debito non lo ha fatto Boldi. Il presidente ha cercato di raddrizzare una baracca che non aveva più fondamenta certe. L'accordo con Ieg e quello con Estar per i concorsi, sono stati un grande risultato. Boldi ha politicamente sbagliato a non cercare di trovare un accordo con il Comune. La questione Imu andava risolta, visto che il Comune di Arezzo oltre che ad essere creditore è anche un'azionista, che dal 2006, non ha mai assolto ai suoi compiti. Insomma una sorta di cane che si morde la coda. Persi i riferimenti, era scontato che per Boldi i margini non ci fossero più. Non gli resta che prenderne atto.