Una lettera un po’ speciale...

Letture e Poesie del 22-02-2017
di Alessandra Oliveri

Una lettera un po’ speciale...

“Da te ho imparato come ci si meraviglia”, questa potrebbe essere la frase che un innamorato può dire alla propria amata, una frase carica d’amore che esprime a pieno un sentimento intenso e profondo. Tutti almeno una volta nella vita ci siamo infatti meravigliati dinnanzi ad una persona cara. Ci meraviglieremmo ancora di più se scoprissimo che questa frase si trova all’interno di un libro dedicato interamente alla figura di Giacomo Leopardi, il poeta che racchiude in sé tutte le forme del pessimismo. Ci riuscirà davvero a stupire e a cambiare la vita esattamente come ha fatto con l’autore del libro dove compare l’enunciato sopra citato?

Il libro in questione è “L’arte di essere Fragili” scritto da Alessandro D’Avenia.

Nell’opera viene fatta una panoramica delle varie tappe della vita, dall’adolescenza alla morte; di ciascuna ne vengono messe a fuoco le problematiche anche attraverso delle lettere che D’Avenia riceve spesso dai suoi studenti. La vita viene paragonata in molti capitoli ad un piccolo seme che viene piantato nel terreno, indifeso si trova al buio della terra, ma affronta quella “barriera” per andare oltre e diventare uno splendido fiore.

Tutti noi conosciamo e abbiamo studiato, almeno una volta, a scuola, il famoso poeta pessimista, colui che all’apparenza sembra essere avvolto da un’aura negativa. Non si può certo negare che la vita del poeta sia stata ardua e complessa, non solo per problemi fisici, ma anche familiari. Ma chi ci dà la certezza che dietro le parole malinconiche si nasconde soltanto il pessimismo? Alessandro D’Avenia nel suo libro/epistola, attraverso il ricorso ai più famosi scritti leopardiani fa emergere l’essenza di questo autore cercando di abbattere il muro del pessimismo e della malinconia. Si chiede come possa essere definito “sfigato” un ragazzo come Leopardi capace di accettare e trasformare le sue sfortune in trampolino di lancio verso l’infinito.

 “L’Infinito” è anche il titolo di una famosa poesia di Leopardi, che spesso abbiamo letto lasciandoci condizionare dalle didattica, senza cogliere delle piccole sfaccettature. Quest’ultime sono state in parte trovate da D’Avenia che attraverso un’attenta analisi, ha compreso come Leopardi sia riuscito a far entrare l’infinito nel finito del suo sonetto. Il poeta ottocentesco ha guardato oltre la siepe, ha fatto del suo ostacolo visivo uno slancio verso l’immaginazione aprendo il cuore alla meraviglia che si cela dietro la siepe. Di certo noi non possiamo sapere esattamente cosa ci fosse al di là, ma nessuno ci nega rileggendo i versi di avvicinarci a quell’infinito che sembra così lontano e alimentare il desiderio di “andare oltre” così come ci consiglia lo stesso autore. Quante volte nella vita ci si trova dinnanzi ad ostacoli che sembrano insormontabili eppure spesso si riescono a superare al meglio, forse con delle difficoltà, ma comunque lottiamo sempre per superare l’ostacolo e rimanere fedeli alla nostra vita e ai nostri progetti. Potremmo leggere Leopardi sotto la stessa prospettiva, immaginare che dietro un ragazzo un po’ gobbo ci sia il desiderio di raggiungere la vetta della sua vita.  

Rivolgendosi direttamente al poeta come fosse un suo amico, D’Avenia, lo apostrofa con questa frase: “Sei nato da un limite per superarlo, come la Fenice”. L’enunciato si trova in uno dei capitoli più importanti, quello dedicato alla ginestra. Un fiore, che nella visione leopardiana giunta ormai alla fine, nasce dalle ceneri del vulcano (il Vesuvio), un fiore dal giallo e dal profumo inteso che testimonia come dalle condizioni anche più sterili e difficili possa nascere la vita, testimonianza dell’amore in tutte le sue forme. Si celerà davvero, come crede Alessandro D’Avenia, nel segreto dell’amore l’arte di essere fragili? Attraverso una serie di interrogativi l’autore ci mette d’innanzi a varie problematiche di vita senza mai dare una risposta, perché non c’è giusto o sbagliato nella vita del singolo individuo, ma c’è il desiderio di viverla e goderne a pieno. 

Consiglio il libro a tutti coloro volessero scoprire qualcosa in più di Leopardi e della sua vita, per rendersi conto che in fondo era un ragazzo come noi, che viveva le sue problematiche trovando come sostegno la scrittura in tutte le sue forme.

 

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




POTREBBERO INTERESSARTI