A tu per tu con Emanuele Dotto

Sportivamente del 17-02-2017
di Emanuele Trovato

A tu per tu con Emanuele Dotto

Ho voluto intervistare per #TeletruriaGiovani un giornalista e telecronista storico della Rai che ben 35 anni fa iniziava la sua carriera nel mondo dello Sport. Emanuele Dotto:

Nei suoi 35 anni di carriera, com’è cambiato lo sport nel tempo?

In 35 anni lo sport è molto cambiato. Veicolo di promozione, di propaganda e di flussi di denaro. Una vera rivoluzione. Non so dire se sia migliorato o peggiorato, ma di fatto sono sicuro che sia cambiato. Per me la data storica è il 1968 quando Dick Foxbury saltò in alto con lo stile dorsale, oggi nessuno salta più ventrale, quella è stata la vera rivoluzione copernicana nello sport

Qual è il motivo per cui “Il professore di Storia Medievale” ha dedicato tutta la sua vita allo sport?

A me è sempre piaciuto leggere e studiare, ma il mio sogno era viaggiare. Potevo tentare la strada dell'insegnamento universitario, ero allievo del grande Professor Geo Pistarino, ma ero attratto dal mondo della carta stampata e il mio sogno era quello di raccontare lo sport alla radio. Con un pizzico di fortuna ce l'ho fatta e dalla storia sono passato alla cronaca: dal medioevo alla età contemporanea.

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno”, avrebbe ricordato oggi Mandela. Che via intraprendere dunque, affinché lo sport stesso abbia un’utilità a livello sociale?

Lo sport è utile, quello scolastico e non agonistico fa bene al cervello e al corpo, quello agonistico è veicolo formidabile di passioni, ma anche di interessi. Tutto sta a non far prevalere i secondi sui primi.

Lei ha, probabilmente a sua insaputa, una fan page di facebook, “Sono un fan di Emanuele Dotto!”, dove vengono raccolte le sue pillole telecronistiche… qual è il suo rapporto con il web?

Rapporto difficile, è una straordinaria innovazione, ma sono di altri tempi. Io uso il web ma non ne abuso e i risultati si vedono...

Che importanza assume oggi lo sport nella vita di ognuno di noi e qual è l’esperienza legata ad un momento sportivo che si ricorda in maniera indelebile?

È paradossalmente il racconto di una sconfitta: Olimpiadi di Barcellona del ’92. I fratelli Abbagnale con timoniere Di Capua nella regata del 2 sono al comando sino a 50 metri dall'arrivo, ma vengono superati dagli inglesi Holmes-Redgrave proprio negli ultimi metri.Grandi nella sconfitta dissero: “Sono stati più bravi di noi, hanno vinto con merito”. Chapeau.

Nella sua vita avrà praticamente provato o almeno vissuto molteplici sport. Ce n’è uno in particolare che avrebbe voluto praticare, ma che non ha fatto per diversi motivi?

Da ragazzo ho praticato calcio e atletica leggera. Nuoto male e non so sciare. Mi piace il tennis e ho avuto la ventura di scoprire Roger Federer all’esordio in Coppa Davis a Neuchâtel contro l’Italia, parlando con Paolo Bertolucci mi scappò detto: “Quello per me è un fenomeno!”. “Lo è!”, chiosò Paolone... 

Cosa vuole dire ai giovani?Un consigli ai giovani?

Leggere, andare in giro per musei, siti archeologici e pensare che con un po’ di grinta nessun traguardo è vietato. Basta volerlo.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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