Ritorno al mondo vegetale - Pranzo di Pasqua fiorito

di Francesca Antonielli

Ritorno al mondo vegetale - Pranzo di Pasqua fiorito

Rieccoci con il nostro appuntamento mensile riguardo al mondo vegetale in cucina e cade proprio a Pasqua, alla rinascita, del nostro spirito e della natura che ci circonda.

Ormai le violette sono fiorite e quasi appassite, i prati brillano del giallo del tarassaco e dei ranuncoli, gli orti ricominciano a produrre e le erbe spontanee mangerecce fanno capolino qua e là. Mai occasione è più ghiotta di quella di cogliere con le proprie mani gli ingredienti che la natura ci dona per preparare la base di un menù pasquale, che potrà essere arricchito da altre vostre pietanze preferite, per adattarsi a tutti i gusti e necessità. Assieme vedremo come poter preparare uno sfizioso antipasto, composto di erbe aromatiche – e non solo – fritte, un primo leggero e profumato grazie all’incontro tra risotto e fiori e un dolce semplice e tradizionale di biscotti croccanti.

Ecco a voi il Menù Fiorito di Pasqua:

- Antipasto di frittura mista di foglie di salvia, borragine, fiori di glicine
- Risotto profumato alla rughetta, fiori di tarassaco e acacia, sfumato al Chianti
- Biscotti con ripieno di pan forte.

Partiamo dall’antipasto. Salvia, borragine e fiori di glicine si possono facilmente trovare in giro per prati e vicoli incontaminati, vicino a giardini i cui glicini generosi superano le mura; inoltre la salvia in questo periodo si può trovare nei prati in forma selvatica, caratterizzata da fiori viola scuro e un profumo intenso ma più leggero di quella tradizionale. Una volta raccolte o comprate le erbe, asciugatele con cura con della carta. A parte, in una terrina, mescolate un bicchiere di farina di ceci, due o tre pizzichi di sale e acqua frizzante fredda, quanto basta per creare una pastella leggera, non densa, ma fluida, in modo tale che non crei uno strato troppo spesso attorno a foglie e fiori. Portate a ebollizione tre dita di olio in una padella e non appena l’olio sarà bollente, immergete le foglie di salvia e borragine e i fiori di glicine interi, attaccati ai loro rametti come se fossero un unico grappolo. Appena dorati tirate fuori con un colino e adagiate ad asciugare su carta assorbente. E l’antipasto di foglie e fiori aromatici è servito.

Passiamo al risotto. Prima di tutto bisogna preparare un buon brodo vegetale profumato e saporito con ad esempio una cipolla, mezzo finocchio, una carota, timo, l’erbetta del finocchio, un cucchiaio di olio, sale, il tutto lasciato cuocere per almeno un ora. Scegliete la qualità di riso che preferite, io solitamente utilizzo quello integrale che ancor meglio si abbina alla selvaticità degli ingredienti scelti. Sciacquatelo sotto acqua corrente e intanto in padella preparate un soffritto con mezza cipolla e due cucchiai di olio di oliva; versate il riso in padella e fatelo tostare per un paio di minuti. A questo punto iniziate ad aggiungere un mestolo di brodo alla volta fino a che non lo assorbe tutto e poi ancora un altro mestolo e così via. A metà cottura si andrà ad aggiungere la rughetta tagliata a striscioline e se volete i suoi fiori, i fiori di tarassaco ( preferite quelli di media grandezza, poiché i fiori di tarassaco possono essere anche parecchio grandi ma non sarebbero abbastanza teneri), e mezzo bicchiere abbondante di Chianti, il  necessario per dare aroma e soprattutto profumo. Solo verso la fine della cottura aggiungete i fiori di acacia, questa volta separati dai propri rametti. Mantecate il risotto con un cucchiaio di olio e una grattata di pepe e guarnite, secondo vostro gusto, con ancora qualche piccolo fiore di rughetta e di acacia freschi.
Ed ecco pronto il vostro profumatissimo primo piatto.

Ed infine ecco i dolcetti da sgranocchiare cosi semplici o inzuppati nel vino. Dobbiamo  innanzitutto creare la pastafrolla esterna con i seguenti ingredienti per 700 grammi circa di biscotti:

- 300 grammi di farina integrale di grano tenero,o farina di tipo 1
- 120 g di zucchero integrale di canna
- 90 g di olio di semi di girasole (anche di oliva va bene ma tenete conto che se ne sentirà il retrogusto, che comunque può risultare molto piacevole e genuino)
- 4 cucchiai di acqua
- 1 pizzico di bicarbonato e 1 di sale
- la scorza di mezzo limone di medie dimensioni non trattato

Mescolate prima gli ingredienti secchi e poi i liquidi con energia fino ad ottenere una pastafrolla omogenea che stenderete immediatamente in uno strato di mezzo centimetro. A parte, per la farcia, frullate 100g di mandorle tostate, 100g di nocciole tostate, 100g di uvetta, 2 cucchiai di zucchero integrale di canna, 1 cucchiaino di cannella, 3 cucchiai di acqua e la scorza di mezza arancia non trattata. Frullate a più prese in modo che rimangano dei pezzetti interi di frutta secca. Tagliate la pastafrolla i quadrati o rombi di circa 3 centimetri e posizionate un cucchiaino di farcia all’interno della metà dei quadrati che avete ottenuto, e stendetela leggermente. A questo punto richiudete i vostri quadratini farciti con quelli rimasti vuoti, come se fossero dei ravioli, o dei piccoli panzerotti. Spennellate con latte di mandorle e spargete ancora un po’ di zucchero sulla superficie e infornate il tutto in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti circa. Non appena saranno dorati in superficie e sui bordi aprite il forno e lasciateli riposare ancora 20 minuti.
Ed ecco infine pronti i golosissimi biscotti ripieni che schiacciano un po’ l’occhiolino alle ofelle ubaldine, dolci frittelle ripiene medievali.


Buona Pasqua a tutti voi.


*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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