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Mense, e se l'assessore ha in tasca il biglietto del Superenalotto?

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Mense, e se l'assessore ha in tasca il biglietto del Superenalotto?

Una tempesta in un bicchier d'acqua? Vista con occhio terzo sembra proprio di sì. Quello che è successo venerdi scorso in consiglio comunale lascia qualche perplessità di troppo per strada. L'assessore Tanti da tempo aveva in mente questa cosa, che in parte aveva razionalizzato visto che di centralizzazione del servizio mense ne aveva parlato anche la giunta precedente. Dunque il problema esiste e principalmente deriva dai costi e dalla funzionalità del servizio. Quando puoi contenerli e dare un servizio al tempo stesso competitivo fai una cosa, che sconteterà qualcuno, ma alla fine sarà quella più appropriata. Poi in consiglio arriva la delibera di iniziativa popolare promossa dal comitato che si batte contro il proposito della Giunta. Il documento che conosce un percorso condiviso tra genitori, operatori del settore, esperti in nutrizione, che punta alla salvaguardia di un sistema che necessita di una riforma ma non della sua cancellazione. Il documento viene respinto, ma per per la soluzione alternativa tutto è rinviato tra 3 anni. I costi previsti non sono certo bruscolini. Impegnare il project con 24 milioni di euro obbliga tutti a fermarsi sull'entita finanziaria del progetto. Ma forse, come ha detto il consigliere della minoranza Bracciali, l'assessore ha vinto al superenalotto e investirà gran parte della vincita sulla mensa centralizzata.