Ultimo agg. 1 ora e 4 minuti fa

Il Diabete: la spada di Damocle del terzo millennio

Salute e Bellezza del
di Michele Giuseppi
390

Il Diabete: la spada di Damocle del terzo millennio

Oggi parleremo di una malattia metabolica che nel mondo colpisce oltre 400 milioni di persone e circa 3 milioni solo in Italia: il diabete mellito.

Il segno più evidente di diabete mellito è l’iperglicemia, cioè una concentrazione di glucosio sanguigno a digiuno di oltre 125 mg/dl. Le cause che portano all’aumento del glucosio circolante sono dovute principalmente a una sostanza prodotta dal nostro corpo: l’insulina. E’ un ormone sintetizzato dal pancreas nel momento in cui mangiamo qualcosa che permette alle cellule del nostro corpo di immagazzinare molecole di glucosio e di farne scorta.

Esistono almeno tre forme di diabete mellito, ma per semplicità ve ne presenterò le due forme più comuni, il Tipo 1 e il Tipo 2. Il Tipo 1 è quello definito “giovanile” e può colpire tutti gli individui dall’età infantile ai 25 anni, è caratterizzato dalla mancata produzione d’insulina a causa di una reazione autoimmune del nostro sistema immunitario; questo riconosce le cellule beta del pancreas come estranee e le distrugge, impedendo loro di produrre insulina. Rappresenta circa il 10% delle forme di diabete mellito e chi ne è affetto dovrà ricorrere a una terapia sostitutiva e autosomministrarsi per tutta la vita, a tutti i pasti, insulina sintetica. Il Tipo 2 è invece quello caratteristico di chi è in sovrappeso o obeso, anche se non è esclusivo di questa categoria di persone. Gli affetti, oltre che avere un deficit di produzione di insulina simile al Tipo 1, hanno sviluppato una resistenza periferica all’ormone quindi le cellule del loro organismo non sono in grado di diminuire la percentuale di glucosio, detto ciò è evidente che la somministrazione di insulina risulta insufficiente se non inefficace per il trattamento; diventa necessario somministrare anche un farmaco che sensibillizi nuovamente le cellule. Le cause che portano allo sviluppo della resistenza periferica sono da ricercare in una errata e spropositata alimentazione che porta alla desensibilizzazione delle cellule all’insulina.

Gli effetti di un’elevata glicemia si associano a complicanze di natura vascolare come la macroangiopatia: una forma di aterosclerosi particolarmente grave e precoce; questa può portare a sviluppare una nefropatia o una retinopatia. L’iperglicemia comporta a lungo andare anche la compromissione dei nervi periferici che si manifesta con neuropatia degli arti inferiori che si svilupperà nel comune “piede diabetico”.

Il diabete mellito è una malattia comune; tra le malattie metaboliche, è sicuramente la più nota e con molta probabilità anche la più diffusa. Secondo quanto riporta l'OMS, nel 2014, la prevalenza del diabete, tra gli adulti di tutto il globo di età superiore ai 18 anni, era pari all'8,5% e il numero di individui con diabete mellito, nella popolazione di tutto il Mondo, era pari a 422 milioni. Confrontando questi risultati statistici con quelli del 1980, emerge una differenza inquietante: 34 anni prima, la prevalenza sulla stessa categoria di persone era del 4,7%, mentre il numero di persone malate in tutto il Mondo era pari a soli 108 milioni. Pertanto, dal 1980 al 2014, la prevalenza è quasi raddoppiata e il numero di individui malati è quadruplicato. In Italia, i dati ISTAT 2015 segnalano che soffre di diabete mellito il 5,4% degli italiani (sia tra i maschi che tra le femmine), il che vuol dire oltre 3 milioni di persone. Per quanto concerne la prevalenza del diabete nel nostro Paese, questa è aumentata dal 3,9%, nel 2001, al 4,7%, nel 2015.

I numeri di nuovi affetti costantemente in aumento dovrebbe farci riflettere sulla sensibilità da adottare nei confronti delle persone colpite, ma soprattutto ci deve suonare come un campanello di allarme e spingerci ad adottare ogni giorno sane abitudini di vita in modo da poter prevenire eventuali complicanze future.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.