Ritorno al mondo Vegetale – L’Alloro, i suoi segreti in cucina e non solo e le Delizie dei Templari

di Francesca Antonielli

Ritorno al mondo Vegetale – L’Alloro, i suoi segreti in cucina e non solo e le Delizie dei Templari

L’alloro, Laurus nobilis, sin dai tempi antichi ha svolto un importante ruolo nelle cucine ma anche nei laboratori farmaceutici del passato, e oggi dedicherò la rubrica del Ritorno al mondo vegetale alle proprietà pratiche e simboliche di questa antica pianta.
Simbolo di coraggio e vittoria, di celebrazione e di protezione è sempre stato presente a fianco di personaggi famosi e le loro celebrazioni, presente in scritti antichi e poemi mitologici.
Basti ricordare che nella mitologia greco-romana l'alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria; infatti una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei Giochi pitici o Delfici e costituiva il massimo onore per un poeta che diveniva un poeta laureato. Oltre ciò questa pianta era sacra ad Apollo poiché Dafne, la ninfa di cui il dio si invaghì, desiderò che Apollo non provasse più tali sentimenti per lei e dunque le fu tolto l'aspetto umano venendo trasformata in Alloro. Apollo a quel punto mise la pianta di Alloro nel suo giardino e giurò di portarne sul suo capo in forma di corone per sempre e da qui la motivazione per cui, simbolicamente, questo arbusto divenne sempreverde.
Per non dimenticare poi il legame tra questa pianta e il Petrarca, che assimilava la sua amata proprio al “lauro”, di nuovo a ricordare un amore impossibile.
Inoltre le credenze popolari e la religione pagana usavano l’alloro per celebrazioni votive al Sole per avere buoni raccolti, per tenere lontano energie negative se bruciato negli ambienti o portato addosso e per avere sogni profetici.

Tutta questa importanza data all’alloro ha pure riscontri in ambito pratico, essendo una pianta dalle mille proprietà: dalle proprietà aperitive, cioè stimolanti dell'appetito, digestive e carminative, per questa ragione l'alloro viene comunemente impiegato per alleviare le coliche, e i disturbi dello stomaco e per cucinare pietanze proteiche in modo da aumentarne la digeribilità, oppure ancora per aiutare la conservazione dei cibi e allontanare i parassiti nelle dispense. Inoltre sia le foglie che le bacche esercitano azione diaforetica, utile per stimolare la sudorazione, in caso di febbre e stati influenzali; ed espettorante, indicata per eliminare il catarro bronchiale e in caso di tosse.

Sapendo tutto ciò, se si ha la fortuna di avere una pianta di alloro, o di poterlo trovare nelle vicinanze, se ne potranno fare molti usi, dalle tisane agli oli per il corpo, ma soprattutto un ampio uso in cucina, per aromatizzare olio d’oliva e per cucinare zuppe e proteine o arricchire formaggi.
Volendoci concentrare sulla cucina vegetale l’alloro diventa una pianta chiave per cucinare una delle più comuni (ma non principali) fonti proteiche vegetali: i legumi.
Oggigiorno nella cucina vegetale è molto di moda usare le varie tipologie di alghe per cuocere e rendere maggiormente digeribili i legumi. Non volendo togliere nulla alle alghe e al loro potere nutritivo e digestivo, non scordiamoci del tanto caro e vecchio comune alloro, di facile reperibilità e dai mille usi come abbiamo accennato.

Sfogliando vari ricettari medioevali ho ritrovato un’ottima ricetta chiamata appunto La delizia del Templare, a ricordare il legame comunque simbolico tra i cavalieri e l’alloro. Io ve le riproporrò con una base di legumi, a sostituire le proteine animali  Gli originali erano sformati di formaggio, farina integrale e uova, adagiati su foglie d’alloro e cosi cotte sul testo, una coppia di calotte di pietra che andavano sovrapposte prima di mettere sul fuoco. A quanto pare era un piatto che risaliva già ai Romani e Catone lo chiamava libum, altri mustaceos, e veniva cucinato sia in versione dolce che salata.

Vi propongo due veloci varianti da poter realizzare per incuriosire i vostri palati con sapori antichi.
Innanzitutto in due casseruole diverse mettete a cuocere tre manciate di ceci in una e di fagioli nell’altra coperti d’acqua (entrambi tenuti a bagno la notte precedente). Salate l’acqua dei ceci che saranno la base delle nostre delizie salate e aggiungete un mazzetto di alloro in entrambe le pentole, cosi da rendere i nostri legumi più digeribili e dolcemente aromatizzati. Una volta cotti, scolate e schiacciateli con forchetta o come preferite.
Per le delizie salate aggiungete alla purea di ceci un cucchiaio di crema di sesamo, la tahin, sale e pepe quanto basta, un pizzico di noce moscata e della farina di ceci (3/4 cucchiai dovrebbero bastare), o se preferite della farina intergale di grano tenero (basteranno due cucchiai),per rendere l’impasto omogeneo e lavorabile. A questo punto potrete aggiungere altri sapori come erba cipollina, mezzo spicchio di aglio grattugiato, e ciò che vi aggrada per dare sapore. Rivestite una teglia con foglie di alloro sul fondo e adagiate delle conchigliette di questo impasto che farete usando due cucchiaini per aiutarvi. Cuocete in forno per 20 minuti a 180 gradi Per le delizie dolci, una volta schiacciati i fagioli aggiungete un cucchiaio di zucchero integrale di canna, un cucchiaino di cannella, una manciata di uva passa e 3 / 4 cucchiai di farina di ceci e per dare carattere della frutta secca in granella (mandorle o nocciole saranno ottime) e dei semi di coriandolo. Se proprio siete golosi anche qualche goccia di cioccolato ( ingrediente non proprio medievale) potrà fare al caso vostro. Di nuovo rivestite una teglia con foglie di alloro su cui adagerete le vostre conchiglie o anche palline se vi è più facile comporle, e cuocete di nuovo in forno per 20 minuti.

Ecco pronte le Delizie dei Templari in doppia versione. 

Fonte ricetta: " Tacuinum Medioevale - Itinerario gastronomico nella storia" di A.Tocci e A.Revelli
Fonte foto: Immagine da Google e foto di F. Antonielli



*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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