Mengo Music Fest: intervista a Paco Mengozzi

Musica del 17-06-2017
di Federico Nicchi

Mengo Music Fest: intervista a Paco Mengozzi

Dal 5 al 8 luglio si svolgerà la 13° edizione del Mengo Music Fest, il festival più amato di Arezzo ed uno dei più importanti dello stivale. A quindici anni dalla sua nascita, il festival ha subito un’evoluzione notevole: uno spazio dedicato prevalentemente a band emergenti del suolo aretino, oggi risulta essere una meta immancabile nei tour degli artisti italiani più importanti e non solo. Tra i nomi più attesi: Levante, Fast Animals and Slow Kids, Salmo, Giorgio Poi, Edda, Demonology Hifi e The Zen Circus. In questa intervista uno dei fondatori ed organizzatori della rassegna, Paco Mengozzi, racconta a proposito del Mengo curiosità ed iniziative di questa nuova edizione, l’evoluzione del festival ed eventuali progetti per il futuro.

 

Quella che si appresta a cominciare è la 13° edizione del Mengo Music Fest. Cosa dobbiamo aspettarci da questa edizione 2017?

Una manifestazione cresciuta molto negli ultimi anni, grazie all'impegno di un grande gruppo di ragazzi che seguono tutti gli aspetti della manifestazione. Avremo grandi ospiti musicali, i migliori talenti emergenti di Arezzo e provincia e poi i vincitori di numerosi contest con cui collaboriamo. Sarà un'edizione molto molto ricca, anche considerando il programma di Mengo Cult a cui si aggiunge una sezione dedicata al Cinema e gli eventi collaterali, come l'anteprima di sabato 1 luglio al Parcheggio Mecenate in collaborazione con Atam, dove presenteremo un Silent Trash Party con cuffie wireless per un'esperienza unica. E poi tanti altri eventi con cui collaboriamo, a partire dalla serata di Gala con tema anni '20 negli eventi speciali della Fiera Antiquaria di luglio, e gli eventi di Contraerea. Al festival dal 5 all'8 luglio poi avremo il meglio della scena indie rock e pop del momento, da Edda a Salmo, senza dimenticare Zen Circus, Fast Animals and Slow Kids, Levante, Giorgio Poi, Demonology Hifi e tanto tanto altro.

 

Dando uno sguardo alle edizioni passate, quella che era una “rassegna di band musicali aretine e non”, come riporta il volantino della prima edizione tenuta nel 2002, oggi, dopo 15 anni, il Mengo Music Fest si è trasformato nel simbolo musicale di Arezzo e provincia ed è uno dei festival più importanti della Toscana. Come vivete tu e i tuoi collaboratori questa crescita? Qual è il segreto di questo successo?

Non ci sono particolari segreti, se non una grande passione e abnegazione di un gruppo che si fa veramente in quattro per realizzare un evento di questa portata, con ingresso gratuito. Dobbiamo ringraziare per prima tutto il nostro staff e poi tutti gli sponsor e partner che credono nel nostro lavoro e ci sostengono, a partire dal Comune di Arezzo.

 

Qual è stata la maggiore difficoltà incontrata per la realizzazione e l’evoluzione del festival?

Sicuramente riuscire a mantenere forte la propria identità e non scendere mai a compromessi al ribasso per il bene della manifestazione. Una componente poi secondo me molto importante è avere sempre dalla propria parte il proprio staff e il proprio pubblico, cioè condividere con loro il nostro percorso, in totale trasparenza. Bisogna sempre lavorare insieme al proprio staff. A livello pratico poi sicuramente far quadrare i conti è una delle difficoltà più grandi, soprattutto negli ultimi anni.

 

Mengo Music Fest non è solo musica. Nel programma dello scorso anno vi erano iniziative legate allo sport (Arezzo corre), il Mengo Cult dedicato alla presentazione di libri, laboratori creativi per bambini e il Mengo market&risto in cui sono allestiti banchi dove si possono acquistare libri, dischi, magliette e tanto altro. Quanto pensi che la poliedricità di un festival possa determinarne il successo? Quest’anno ci saranno iniziative di questo tipo?

Anche quest'anno avremo Mengo Cult, in piazza Grande, e poi mercatini, animazione per bambini e una sezione nuova dedicata al Cinema. È molto importante ampliare il raggio delle iniziative per avvicinare anche fasce di pubblico più ampie e magari interessate ad altre iniziative. Ci teniamo molto e anche in questo caso dobbiamo ringraziare gli staff e le realtà che ci aiutano nella programmazione di queste iniziative.

 

Una domanda difficile: se tu dovessi scegliere una delle edizioni del festival, compresa la 13°, quale sceglieresti e per quale motivo?

Sicuramente la 10° nel 2014. Sono state tutte molto belle e con grandi soddisfazioni. Ma la decima, in cui abbiamo fatto tanti passi in avanti, ci ha fatto capire che la cosa poteva diventare seria e crescere molto. Ci ha dato convinzione e motivazioni nuove.

 

Cosa ci puoi dire a proposito del futuro del Mengo Music Fest?

Che proveremo sempre a mantenere la sua identità e a farlo crescere in maniera sostenibile e serena. L'entusiasmo che si respira al festival è una delle sue caratteristiche principali ed è un mix di emozioni e sensazioni che si toccano con mano, questo aspetto secondo noi è una delle cose più importanti e non vogliamo perderlo. Sicuramente poi marcheremo stretto il Comune per capire se la musica può tornare ad essere un motivo di attrazione turistica e volano per la Città e in quel caso siamo molto disponibili a lavorare per far crescere il nostro territorio.

Grazie a Paco per aver concesso questa intervista e buon Mengo 2017 a tutti!

Inoltre ringrazio il magazine online Inkorsivo per aver fornito l'immagine di copertina. Cliccando QUI si aprirà un'altra intervista.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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