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Dall'abbucciato alla cassuela: l'aretino guarda al Nord

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Dall'abbucciato alla cassuela: l'aretino guarda al Nord

E' un dato politico non di secondo piano. La Lega è seconda in Toscana ma prima in provincia di Arezzo. Difficile dire sia siamo diventati un territorio con una matrice sovranista consolidata. Sta di fatto che il trend di un anno fa, quello che fece esplodere il fenomeno Lega anche in provincia di Arezzo, si è confermato, con delle sorprese evidenti. Intanto la Valdichiana, un tempo feudo incontrastato e inespugnabile del Pci-Pds, Ds e poi Pd, ha cambiato pelle. Il travaso di voti che non era stato ben compreso il 4 marzo, ha trovato conferma con il voto europeo. Cambia antropologicamente anche l'elettorato. I messaggi dati non sono più sensibili e la gente vota in maniera diversa da come aveva votato fino alla fine del '900. Un altro aspetto rilevante è la crisi di Forza Italia, il partito che nell'aretino, a differenza di altre parti, si era strutturato con dei punti di riferimenti certi. Il voto dello scorso anno fu in parte coperto dal maggioritario che premio' quei candidati che vennero eletti grazie ai voti della coalizione. Stavolta l'effetto Salvini ha fatto il botto e paradossalmente ha tenuto Fratelli d'Italia che viaggia quasi a braccetto con i cugini forzisti. Ma il problema vero resta la Sinistra o quello che un tempo era l'area riformista. Il Pd non sa più attrarre certi consensi. Si è ripreso quelli degli scissionisti di Leu. Ma non basta certo questo aspetto a rendere soddisfacente il dato politico delle Europee. Tutti dicevano che il Pd ha pagato le colpe di Renzi. Che alle precedenti europee prese 20 punti in più...