Romizi replica a Tanti sullo Spazio Famiglia: "un caso, piu' che una Casa Dritta"

Politica del 20-09-2017
di Maddalena Pieroni

Romizi replica a Tanti sullo Spazio Famiglia:

Piu’ che una Casa Dritta e’ un caso. Cosi’ Francesco Romizi consigliere comunale di Arezzo in Comune replica all’Assessore Lucia Tanti sulla vicenda dello Spazio Famiglia. Prendiamo due punti, il primo: l’interruzione di un servizio, ovvero i percorsi di sostegno alla genitorialità su mandato dei tribunali. I percorsi di sostegno alla genitorialità su mandato dei tribunali coinvolgono genitori che nella fase della separazione optano per la via giudiziaria e non consensuale. Genitori con figli. Il tribunale, in genere alla prima udienza, può consigliare caldamente un percorso di sostegno alla genitorialità e inviare le due persone presso una struttura che lo compie. Un periodo breve, di pochi mesi, che questi genitori si prendono per uscire dalla conflittualità a tutela del figlio. Capiamo, dunque, che si tratta di un servizio pensato in funzione di soggetti deboli, i minori, e a supporto della famiglia. Bene, questo servizio si interrompe. . Verrà ripreso? Chi lo sa? Da pubblico, diventerà privato con un appalto ad hoc? Chi lo sa? I 29 percorsi di cui parla l’assessore, attivati dallo Spazio famiglia, sono completati o qualcuno è rimasto a metà del guado con questa interruzione? Chi lo sa? L’assessore cominci a preparare le risposte perché al prossimo Consiglio Comunale presenterò un’interrogazione in merito. Circa poi la sinistra ideologizzata, prosegue Romizi: personalmente mai avrei concesso la presenza del Centro Aiuto alla Vita nei locali dello Spazio famiglia. Le strutture comunali devono restare laiche. Ma accetto questa cosa, nell’ambito della dialettica politica che ha portato al governo della città una giunta di destra e un assessore che non distingue gli affari privati da quelli pubblici. Ogni atto di questa giunta orientato ideologicamente, infatti, ha visto l’assessore Lucia Tanti rivendicare tali scelte. Su tutte il mancato patrocinio al Toscana Pride che, se concesso, avrebbe dato il placito a una manifestazione fortemente divisiva sul piano delle coscienze. Mentre Lucia Tanti, oramai lo sanno anche i muri, è per una “città coesa”. Bene, sappia che portando uno sportello anti-abortista allo Spazio famiglia ha compiuto una scelta esattamente di questo tipo: divisiva. Perché se esiste ancora un tema, a livello nazionale, fortemente caratterizzato da scarsa capacità di ascolto reciproco, questo è proprio l’applicazione della legge 194 e l’interruzione della gravidanza. Impedita perfino nelle strutture pubbliche, dove dovrebbe essere garantita sempre e comunque, dalla negativa diffusione dell’obiezione di coscienza.




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