Doppio Standard

Comunicazione del 18-09-2017
di Nicola Casucci

Doppio Standard

Hai sentito dei fatti di Firenze? Quella storia delle ragazze americane che dicono d’esser state stuprate da due carabinieri. Che brutta storia. Io l’ho seguita su’ giornali e le televisioni, fin da subito. All’inizio la pensavo in un modo, poi ora non lo so più come la penso. Mi pare tutto ingarbugliato.

Perché sai, appena è uscita la notizia, come facevi a crederci? Due ragazze americane che, dopo una serata di bagordi, si svegliano ancora stordite e denunciano due carabinieri di averle stuprate. I giornali e le tv ci sono andati leggeri, giustamente: la situazione era delicata, e non è che puoi accusare due ragazzi in divisa così, senza prove. Non ci giriamo intorno: la faccenda puzzava. Però, te l’ho detto, io i giornali l’ho letti tutti e mi son visto pure parecchie trasmissioni in televisione, ma l’idea che avevo all’inizio un po’ l’ho cambiata. Cioè, è la mi’ nipote che me l’ha un po’ smontata.

In pratica, un giorno eravamo a pranzo, tutto il parentado, e… hai visto com’è, si inizia a parlare del più e del meno, di quello ch’é successo in quei giorni. E dopo un po’ di sparate belle grosse, la mi’ nipote s’infervorisce tutta. Intanto, dice, quella storia che c’hanno l’assicurazione contro lo stupro è vera per metà, nel senso che è un’assicurazione generica contro furti, rapine, violenze, eccetera. Ci sta che includa pure lo stupro, dice, è una violenza pure quella. Poi, fa, quell’altra notizia che a Firenze ci sono centinaia di ragazze americane che denunciano stupri e che son quasi tutti inventati, ecco, è proprio il questore di Firenze che dice che non è per niente vero.

Io lì le ho detto che mica ce le siamo inventate noi, quelle notizie, che è tutta roba che abbiamo letto nei giornali. E non sarà mica che i giornali son pieni di fuffa. È vero che, con internet, chissà quante cose avrà letto, la mi’ nipote, però sembrava proprio conoscere una storia differente. Comunque, lì s’è calmata un attimo. M’ha detto che certo che no, i giornali non s’inventano le notizie. Ma di sicuro raccontano le cose come gli torna comodo. M’ha fatto l’esempio di quell’altro fattaccio, lo stupro di Rimini. Dice che lì, appena si sparse la notizia della denuncia di stupro, tutti di corsa a dire che il branco andava rispedito a casa, che ci voleva una pena esemplare e che senza sicurezza non si va avanti. Ora, dice, appena ‘ste ragazze hanno denunciato lo stupro, tutti a dire il contrario di prima, cioè che si sono inventate tutto, che i carabinieri non lo farebbero mai e che semmai hanno sbagliato a accompagnarle a casa con la macchina di servizio, mica che per davvero l’hanno stuprate.

Da lì, qualcuno a tavola s’è azzardato a dire che infatti a Firenze mica siamo sicuri dello stupro, che pare fossero consenzienti: non l’avesse mai fatto! La mi’ nipote l’avrebbe mangiato coi panni addosso! Dice che quando sei ubriaco fradicio, che a malapena ce la fai a reggerti in piedi, da quanta roba hai bevuto o chissà che, mica sei lucido per prendere decisioni. Ed è proprio lì che sta la violenza, dice lei, nell’approfittarsi di chi non è cosciente. Lei dice che è proprio quella la prova che lo stupro c’è stato, e che 'sta idea contorta del consenzo ce l'hanno messa in testa i giornali.

Io lì non ho detto niente. Anche perché la situazione s’era scaldata parecchio, era iniziata la gara a chi berciava più forte e non c’era modo di venirne a capo con toni decenti. Comunque, m’ha fatto pensare. Cioè, secondo me a Rimini è stato più brutto che a Firenze, però la mi’ nipote m’ha messo il tarlo: e se per davvero i giornali han rigirato la frittata, e l’han raccontata come torna comodo a loro? O come torna comodo a qualcun altro, che ne so io. Fatto sta che all’inizio la pensavo in un modo, poi ora non lo so più come la penso. Mi pare tutto ingarbugliato.

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DISCLAIMER

Questo breve racconto non ha in alcun modo la pretesa di fungere da analisi dei fatti di Firenze. L’obiettivo è quello di insinuare un dubbio e porre una semplice domanda: perché i modi della comunicazione giornalistica non sono sempre gli stessi per avvenimenti della stessa tipologia (in questo caso: una denuncia di stupro)? Esistono doppi standard?

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Letture consigliate

“Materiali di risulta”, di Luca Sofri su Wittgenstein

“I giornali e quel dato falso sulle denunce di stupri a Firenze”, di Andrea Zitelli su Valigia Blu

“Sasso, carta, forbice: i doppi standard dello stupro”, su La Grulla Parlante

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.

 

 




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