Il fumetto e la realtà

Comunicazione del 12-06-2017
di Nicola Casucci

Il fumetto e la realtà

Se ti dico "giornalismo" cosa ti viene in mente? Probabilmente il nome di un quotidiano, oppure il volto noto di un presentatore televisivo; magari la home page di un sito d’informazione che hai salvato tra i preferiti. Sono quasi certo che non hai pensato ad un libro a fumetti.

L’associazione giornalismo-fumetti non ti viene spontanea, posso immaginarlo. Eppure, se ci pensi, le prime strisce disegnate sono comparse proprio sulle pagine dei quotidiani. Poi dev’essere successo qualcosa, qualcuno deve essersi detto: «ma perché non utilizzare disegni e balloon per raccontare cosa succede in quel luogo, o in quell’altro?» Perché non applicare il mezzo-fumetto a reportage, documentari e racconti quotidiani? Et voilà il Graphic Journalism!

Intendiamoci, non nasce -né tantomeno si diffonde- così, con uno schiocco di dita; ma l’evoluzione è stata lunga ed il tempo a nostra disposizione è breve. Se chiedi in giro, ti sarà facile scovare personalità illustri che hanno disegnato l’attualità della Palestina, dell’Iran, della Corea del Nord, e di un sacco di altri luoghi e vicende storiche, dagli anni novanta fino ai primi duemila. Però, ecco, questo compito lo lascio a te.

Io volevo dirti che questa faccenda del giornalismo a fumetti non è solo merce d’importazione, ma che abbiamo diverse esperienze degne di nota pure da noi.

Per esempio l’Associazione Mirada di Ravenna, che dal 2005 al 2016 ha organizzato il Komikazen, il Festival Internazionale del fumetto di realtà, da cui sono passati i più importanti autori di realtà disegnata italiani ed internazionali. E che non è stato solo una vetrina per artisti, ma una vera e propria ricerca su una visione della comunicazione giornalistica tutta in divenire.

Nonché un’incubatrice di idee. Pensa che proprio al Komikazen si sono incontrati e conosciuti quelli che poi sarebbero stati i fondatori di Graphic News, praticamente il primo magazine d’informazione online tutto a fumetti. Il progetto è stato ideato in collaborazione con l‘Associazione Mirada, e dentro ci trovi approfondimenti, reportage e rubriche su temi di cultura, sport, economia. Come sul giornale che compri in edicola, solo che su Graphic News tutto è disegnato, e digitale.

Un’altra esperienza niente male è quella della casa editrice Becco Giallo. Già dallo slogan, “fumetti d’impegno civile”, capisci in che ambito siamo: da più di dieci anni pubblicano libri a fumetti su personaggi e fatti di cronaca, passati e recenti, toccando spesso temi spigolosi, tipo il caso Moro o la strage di Ustica, oppure la storia di Peppino Impastato e le vicende legate alla mafia. Insomma, i temi di cui dovrebbe occuparsi il giornalismo d’inchiesta. Tra l’altro, proprio in questo periodo, si sta svolgendo “Inside Graphic Journalism”, il primo corso di specializzazione per il giornalismo a fumetti, organizzato proprio dalle edizioni Becco Giallo insieme all’associazione Ya Basta di Padova.

E come ulteriore prova che questa commistione tra giornalismo e fumetti non è solo un vezzo d’artista, ti dico che al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia si parla di Graphic Journalism già da qualche edizione. E che questa categoria è comparsa, per la prima volta quest’anno, pure nel contesto di una Biennale d’arte contemporanea.

Mi hai seguito fin qui? Ricapitolando: siamo partiti da un bisogno primario, la sete di conoscenza e informazione, e ci siamo affidati al medium più potente che c’é, il fumetto, per soddisfarlo. Gli abbiamo pure dato un nome proprio, ma alla fine puoi chiamarlo un po’ come ti pare: graphic journalism, comics journalism, fumetto di realtà, e mille altri modi ancora. Peccato non avere altro tempo per parlarti un po’ dell’esperienza del magazine Mamma!, forse il primo esperimento compiuto di giornalismo a fumetti in Italia; oppure leggere insieme un po’ di Kobane Calling di Zerocalcare, che è un bell’esempio pop di reportage a fumetti.

Sarà per la prossima volta.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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