Renzi, il Senato, Banca Etruria, Mps e quelle assenze pesanti

Editoriale del 12-09-2017
di Luigi Alberto Alberti

Renzi, il Senato, Banca Etruria, Mps e quelle assenze pesanti

C'era curiosità per il ritorno di Matteo Renzi ad Arezzo. Dopo il terremoto Banca Etruria e il decreto del 22 novembre 2015, il leader del Pd non si era fatto più vedere nel capoluogo. Eppure questa era (ed è) la città  che ha riservato le maggiori soddisfazioni elettorali al giovane politico che ha rovesciato come un calzino il Partito Democratico. Inevitabile anche la contestazione dei risparmiatori incazzati con la signora Giovanna Mazzoni in prima fila. Per la nonna di Ferrara Renzi è un immaturo. Non la pensavano così i 300 fedelissimi che erano assiepati all'Urban Center. E il discorso di Renzi ci costringe a fermare l'attenzione su due punti. Il primo di carattere strettamente politico. La frase ad effetto è stata quella della candidatura al Senato, proprio ad Arezzo. La cosa ha spiazzato un po' tutti. Poi ti fermi e rifletti. Per  il Senato, che Renzi voleva abolire, ancora non si sa che sistema elettorale avremo. Attualmente si vota su base regionale. Se Renzi dice di rappresentare Arezzo inevitabilmente toglierà il posto ad un aretino. E qui il gioco si fa interessante perchè un papabile poteva essere proprio l'assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli: la sua assenza all'Urban Center assume un doppio rilievo, visto che l'ex Presidente della Provincia all'ultimo congresso nazionale si è schierato con Orlando.  In tema di assenze spiccava quella del segretario provinciale Dindalini. Da una settimana è tornato sulla scrivania più importante di Tiemme e sarà stato impegnato con le nuove tematiche senza dimenticare Valentina Vadi, consigliera regionale e segretario del circolo di San Giovanni, l'unico che nelle primarie interne, voltò le spalle al leader di Rignano. Piaccia o no, con quella frase Renzi ha dato fuoco alle polveri anche per il congresso provinciale dove difficilmente ci sarà una soluzione unitaria. Albano Ricci, seduto in prima fila, da sette mesi studia da segretario ed è pronto ad entrare in Piazza Sant'Agostino.

L'altra perla è la battuta sul commissariamento di Banca Etruria voluto dal Governo. Fermi tutti. Questo aspetto non è prerogativa del Governo ma della Banca d'Italia che ha la piena potestà sul sistema bancario. Il Governo può avere dato l'assenso alla proposta di commissariamento. In parte Renzi si è corretto quando ha preso le distanze dalla Banca d'Italia dicendo che ha avuto un atteggiamento troppo autonomo. Se c'era un rilievo da fare questo era quello relativo al mancato e ritardato controllo (con la Consob) dei libri contabili di via Calamandrei. In pratica quando è partito l'iter del commissariamento, i buoi erano già scappati e la situazione era sull'orlo del precipizio. 

Monte dei Paschi: Renzi ha scaricato la cosa come se non lo riguardasse. Mi consenta, come direbbe il Cavaliere, ma Mps è una banca che ha avuto un target ben definito. E' vero che la "ditta", fino a quando era nello stesso partito di Renzi, ha avuto sempre la sua influenza in Piazza Salimbeni. Ma il governo Renzi proprio con la banca senese ha avuto un atteggiamento diametralmente diverso rispetto alle scelte draconiane subìte da Banca Etruria. Quindi Renzi non può fare Ponzio Pilato su una questione che da bancaria è diventata meramente politica. Come del resto gli attacchi che lui e la Boschi hanno subìto da gran parte della stampa su Banca Etruria.

Ultima annotazione. Al Governo Renzi è stata notificata una interrogazione su quello che è successo cinque giorni prima del decreto salvabanche, ovvero il 17 novembre del 2015. Si tratta della cessione di una parte degli Npl ad un fondo, il Fonspa, da parte di Banca Etruria. Una cifra scontata rispetto al vero valore di mercato. Uno dei maggiori soci di quel fondo si chiama Lorenzo Bini Smaghi, poi nominato advisor per la cessione di Banca Etruria. Bini Smaghi ha mille incarichi nel settore. Perchè il Governo ai dubbi sollevati dal deputato Bianconi, non ha mai voluto rispondere?

Morale...e se la signora Giovanna Mazzoni avesse ragione?



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