Inside Outside Bucharest: Fotografie di uno scenario senza luce

Arte del 10-11-2017
di Carlo Tommaso Bisaccioni

Inside Outside Bucharest:  Fotografie di uno scenario senza luce

Inside Outside Bucharest è il risultato di un lungo progetto fotografico, condotto con una inclinazione antropologica, da parte di due fotografi che hanno vissuto per due anni con una delle comunità più emarginate in Europa. Le immagini raffigurano la vita quotidiana delle realtà nascoste, così come la fragilità e imprevedibilità dell’esistenza umana. Un buco nel terreno. Un confine tra due universi paralleli.

Massimo Branca è un fotografo indipendente e antropologo. E’ il cofondatore del Collettivo Foto-social, un'associazione che utilizza visual storytelling per produrre un cambiamento positivo a livello sociale. Igor Marchesan è un fotografo, essendo influenzato dalle sue radici rumene, interessato a raccontare le storie che hanno segnato la sua vita attraverso le immagini.

Dal 2013 le vite dei due fotografici si sono intrecciate con quelle di chi, in una vita di privazioni, ha trovato accoglienza in una comunità spigolosa e violenta ma sorprendentemente umana. Durante la convivenza prolungata sono stati costretti a ripensare  alla loro stessa identità, fino a disintegrare i confini che li separavano da loro: Legami spezzati e legami creati.

Nella realtà di cui sono stati testimoni, droghe e illegalità sono effetti collaterali di una plausibile forma di adattamento all’emarginazione. Con questo lavoro hanno voluto mostrare la vita sotterranea alla Gara de Nord con uno sguardo sgombro da pietà e pregiudizio, per rendere il pubblico partecipe di un incontro personale.

Lo scopo è quello di creare un ponte tra le diverse sfere sociali, consentendo al pubblico di proiettare la loro immaginazione e di simpatizzare con i sentimenti delle persone che hanno trovato accoglienza in una comunità respinta dalla stessa società.

Mi sarebbe piaciuto avere un infanzia come gli altri bambini che hanno i loro genitori, i loro giocattoli… è stato diverso per me: gente di strada sono la mia famiglia adesso." (Bruce Lee - il re del tunnel)

Quando per la prima volta abbiamo visitato la loro casa sotterranea in Bucharest City center, non ci saremo mai aspettati che nel tempo saremmo diventati parte della loro famiglia. Un gruppo di persone composto da bambini fino a un massimo di quaranta anni, sono la strada tribù di Gara de Nord.

Allenati con punzoni, hanno imparato a ringhiare al fine di essere ascoltati. Molti di loro che crescono senza genitori ed esclusi dalla socialità, portano i segni della tossicodipendenza, la malattia e la prigione. A volte sembra che siano sempre di corsa verso la morte, altri, invece, a quel capolinea sono già arrivati.

Eppure, da loro stessi hanno appreso i valori di ospitalità, la condivisione e il legame fraterno. In cerca di affetto e di sicurezza, questi ragazzi hanno dato ogni altro tipo di sostegno reciproco, raccogliendosi attorno ad una figura paterna e onorevole. Hanno fondato una piccola comunità contraria alla società al di sopra del suolo.

Il tunnel sotterraneo si è trasformato in un rifugio per i diseredati, ma èanche il luogo di incontro per una comunità in cerca di autonomia e di auto-sostentamento.La figura principale del gruppo, un carismatico e navigato uomo chiamato Bruce Lee, ha trascorso gli ultimi anni cercando di fornire una casa comoda per la sua "famiglia". E’ molto orgoglioso di mostrare quello che è stato in grado di impostare, pur essendo trascurato dal resto del mondo.

Dopo la schiacciante esposizione che la gara del Nord ha avuto sui media internazionali sin dalla primavera del 2014 (che comprendeva relazioni con canale 4, ABC, Al-Jazeera, Deutsche Welle ecc..), nel luglio 2015 le autorità locali hanno arrestato Bruce Lee, chiuso l'accesso alla zona e disperso i suoi abitanti. Accusato di gestire la criminalità organizzata e il traffico di droga, Bruce Lee probabilmente sarà condannato alla prigione a vita.

Dal 2013 la nostra ricerca ha seguito le storie di Bruce Lee e chi è cresciuto in mezzo ad una grave privazione emotiva, ma aveva poi trovato accoglienza in una respinta ma sorprendentemente comunità compassionevole.

Per due anni abbiamo vissuto per le strade di Bucarest, con uno delle comunità più emarginata in Europa. Durante questo periodo, dopo aver sperimentato alcune conseguenze estreme di un disordine sociale, noi stessi siamo stati costretti a riconsiderare la nostra condizione, realizzando quanto fragili e imprevedibili siano i principi che governano l'esistenza dell'umanità.Abbiamo documentato una realtà complessa in cui l'illegalità e la droga sono in gran parte gli effetti collaterali di una forma di adattamento alla marginalizzazione. Speriamo di poter far immaginare al nostro pubblico che cosa la metropolitana in Gara de Nord rappresenti , senza che i loro occhi siano offuscati dal peccato, la sentenza o la paura e renderle parte di un incontro personale.

Premi : 2016 - Gomma Photography Grant – Second Place2015 - Lucie Emerging Scholarship – Shortlisted2015 - Getty Reportage Emerging Talents2015 - Magnum Photos/IdeasTap: 30 Under 30s – Winner2014 - Photocrati Fund for Humanitarian Photography – Top Finalist2014 - Int'l Photography Awards: deeper perspective – Honorable Mention

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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