Il decoro ha più colori: Nasce Ex-Quis

Curiosità del 21-02-2017
di Andrea Zandrelli

Il decoro ha più colori: Nasce Ex-Quis

“Decoro”, questa è la parola protagonista nelle cronache degli ultimi mesi. Una parola che è inscindibilmente accostata a un fenomeno che sta creando un forte dibattito sia tra i cittadini che tra le istituzioni e che ha raggiunto il suo big-bang dopo le parole pronunciate dall’assessore Lucia Tanti, la quale ha affermato: “Il decoro ha un solo colore: ed è quello della parete del muro”, “Non condivido neppure i Murales di Icastica. Dipendesse da me, li cancellerei immediatamente”. Stiamo parliamo di Street Art e in particolar modo di Graffiti, Murales e Tag (firme molte volte scambiate erroneamente per Graffiti) gli oggetti di questa “crociata”, tanto per riprendere un tema giostresco a molti caro. Mentre in comune è in atto lo scontro politico tra le parti favorevoli o contrari a queste tipologie di espressione artistica che possono far nascere quesiti scomodi quali: come si fa a definire il ? Come si può sapere dove finisce l’imbrattamento e invece inizia la creatività artistica?; semplici cittadini si sono uniti per rendersi protagonisti di questo momento storico che vede queste forme d’arte, riconosciute tali a livello globale, accusate e minacciate di distruzione.

“Ex-Quis è un collettivo che nasce dalla necessità di creare una realtà artistica, culturale, sociale tra creativi indipendenti. Il fine del collettivo è quello di far conoscere il lavoro degli artisti che ne fanno parte e di tutti quelli che vogliono aprirsi a una collaborazione con esso, non solo per una ragione divulgativa ma anche per il ruolo formativo e culturale che l'arte può recitare.” Si apre così il manifesto di questa nuova realtà Aretina composta in gran parte da persone tra i 25 e i 35 anni che vuole dare una risposta forte, concreta e organizzata contro il progressivo e gratuito discredo della Street Art ritenuta invece dal collettivo un propulsore non solo a livello artistico ma anche culturale e formativo.Questo potenziale è già utilizzato nel nord Europa, ad esempio a Berlino dove molte lezioni di arte contemporanea sono svolte direttamente in strada con il docente e gli studenti che si soffermano e analizzano i muri dipinti, i manifesti strappati e sovrapposti, le scritte sui cavalcavia e sotto i ponti.Abbiamo anche esempi nostrani che vale la pena citare, uno tra tutti quello di Borgo Vecchio. Esso è un antico rione di Palermo abitato da famiglie con un alto tasso di disoccupazione, scarsa scolarizzazione e una fama sinistra che scoraggia la sua frequentazione ai non residenti, è inoltre fisicamente isolato dalla città in quanto è circondato da moderni edifici che danno sul porto o sulle vicine zone residenziali. Alcuni volontari hanno deciso di portare al suo interno la Street Art come strumento per coinvolgere bambini e famiglie in una attività collettiva che, grazie ha una raccolta fondi online (crowdfunding), ha portato alla realizzazione di numerosi Murales in tutto il quartiere con l’aiuto anche di Street Artist internazionali; l’esperimento ha avuto buone ricadute migliorando i servizi e aprendo il quartiere alle novità, restituendolo alla città a cui appartiene.

Questi esempi dimostrano le potenzialità formative e, soprattutto nel caso di Borgo Vecchio, la forza  culturale e di aggregazione sociale che la Street Art riveste; questo perché la scrittura murale è una forma di presenza attiva sulla scena pubblica che si contrappone a un’organizzazione della vita sociale e territoriale che non ha spazio per la comunicazione indipendente. Ex-Quis si propone come catalizzatore e promotore di queste potenzialità che vuole donare alla città tramite gli artisti che lo compongono e tramite eventuali collaborazioni con chiunque è interessato a queste forme di espressione artistica per vari progetti anche di riqualificazione urbana. E’ importante sottolineare la spontaneità di questo collettivo che, non affiliato a nessuna parte politica, si è formato quasi per bisogno; un bisogno che nasce da una necessità, quella di rendersi protagonisti e attori nello spazio che si vive quotidianamente e che fa ben sperare in tempi dove la Polis sembra non appartenere più hai suoi legittimi protagonisti, i cittadini.

Concludo citando il pensiero di un grande scrittore, giornalista e fotografo francese del secolo scorso, Emile Zola: Gli sciocchi che non hanno il coraggio di guardare avanti, guardano indietro. Creano il presente con le regole del passato e vogliono che l’avvenire completo di opere e di uomini ricalchi le ombre di tempi remoti. Ma i giorni futuri nasceranno liberamente, ognuno ci darà una nuova idea, una nuova forma d’arte, una nuova letteratura. Gli incapaci non vogliono un orizzonte più vasto; hanno compilato la lista delle opere esistenti e hanno così ottenuto una verità relativa che per loro è una verità assoluta.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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