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Sanità, Arezzo declassata protesta consiglieri del Carroccio

Attualità del
di Luigi Alberti
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Sanità, Arezzo declassata protesta consiglieri del Carroccio

 Sette posti di primario vacanti. Alcuni anche da molto tempo. Sette reparti ospedalieri senza la massima espressione medica e professionale a fare da punto di riferimento. Se questa deve essere la deriva a cui la Regione Toscana ha deciso di destinare l'ospedale di Arezzo, lo diciamo forte e chiaro: non ci stiamo.Non ci stiamo a vedere come si sta riducendo una struttura che costituiva un'eccellenza in tutto il centro Italia e che adesso, anche a seguito di continue dimissioni, sta retrocedendo in serie B. Nonostante gli sforzi del personale in servizio di tenere alta la qualità delle prestazione che provengono da un servizio pubblico. E nonostante le difese d'ufficio della direzione sanitaria. Ecco, viene da sottolineare proprio questo: se, come dicono, l'ospedale San Donato resta a galla grazie ai dipendenti, questa affermazione conferma proprio la nostra tesi, ovvero che le colpe sono da imputare alla politica.E la politica toscana, dai più alti vertici governativi, ha fatto una scelta, e questa è nei fatti e nelle risorse, numeri che non ingannano. Ormai il governatore Enrico Rossi, a dispetto di messaggi rassicuranti, non trova di meglio che proseguire l'opera ai danni di Arezzo anche riguardo la sanità. Su questa grave situazione coinvolgeremo i nostri eletti in Consiglio Regionale.Concludiamo con un accenno alle recenti attività del governatore: invece di impegnare il suo tempo sul cosiddetto decreto sicurezza del governo e il modo per contrastarlo, faccia fede al suo mandato. Che è quello di occuparsi di chi amministra e non di chi sbarca. E i cittadini aretini fino a prova contraria sono toscani.