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Delitto Maria, 37enne in carcere

Cronaca del
di Barbara Perissi
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Delitto Maria, 37enne in carcere

 Ha ucciso Maria Sousa, la 60enne di origine brasiliana con la quale aveva avuto una relazione, perchè la donna minacciava di rivelare le sue frequentazioni alla nuova fidanzata e alla famiglia. Lo ha raccontato Federico Ferrini, il 37enne di Pratovecchio Stia (Arezzo) arrestato dalla Squadra Mobile di Arezzo per l'omicidio di Maria Aparecida Venancio De Sousa trovata morta nel suo appartamento di via Della Robbia ad Arezzo lunedi 26 agosto. Federico Ferrini ha raccontato nelle spontanee dichiarazioni rese alla polizia (ma di fronte al pm Chiara Pistolesi si è avvalso della facoltà di non rispondere), di essere ossessionato dalle continue richieste di denaro da parte di Maria, fino a duecentomila euro, e di essere andato nel suo appartamento la sera del delitto con l'intenzione di chiarire e chiudere definitivamente. Imprenditore agricolo, Federico Ferrini era molto noto in tutto il territorio aretino perchè titolare, insieme ai genitori, al fratello e alla sorella, di un'azienda agricola specializzata in prodotti tipici casentinesi che vendeva in molte fiere e sagre della zona. Il giovane è stato convocato in Questura venerdi mattina dopo dieci giorni di indagini condotte in maniera classica dalla polizia, ovvero ascoltando testimoni e visionando telecamere, in particolare quella della farmacia che si trova davanti alla palazzina dove risiedeva Maria, sei appartamenti in zona residenziale tutti a luce rossa. Una delle prove chiave è rappresentata proprio dalle immagini della Renault Scenic di Ferrini, un modello particolare, parcheggiata davanti alla casa alle 3,30 del mattino del 26 agosto, data perfettamente coincidente con la data di morte stabilita dall'autopsia. Secondo quanto riferito in conferenza stampa dagli investigatori, guidati dal questore Salvatore Fabio Cilona, il 37enne ha atteso che il cliente con il quale Maria aveva trascorso la domenica sera uscisse dall'appartamento, poi ha suonato ed è entrato. Tra i due però sarebbe scoppiata una violenta colluttazione con lancio di oggetti (da qui il disordine in cui è stato trovato l'appartamento) sfociata nel delitto. L'uomo avrebbe colpito la vittima con la sbarra di ferro alla testa che si era portato per aprire la porta, legandola al letto per il collo con un laccio. Successivamente sarebbe tornato a casa a Pratovecchio. Dopo il fermo di venerdi sera è stato trasferito nel carcere di Arezzo, per lunedi è prevista l'udienza di convalida in cui Ferrini sarà rappresentato dall'avvocato Gionata Giannini. Le indagini tuttavia vanno avanti per chiarire altre frequentazioni della donna, nell'appartamento sarebbero state trovate tracce di uso di droga, in particolare cocaina non connesse però all'assassino. "Le conclusioni dovranno darle i giudici - ha concluso il procuratore della Repubblica Roberto Rossi - ma abbiamo elementi estremamente concreti".