L'arte di perdere

Letture e Poesie del 17-07-2017
di Benedetta Bisaccioni

L'arte di perdere

L’arte di perdere è un argomento con cui mi sono dovuta confrontare spesso durante la pratica forense.Un’abilità che ancora mi manca e stento a digerire.Il problema non è,  come sorge spontaneo pensare,  una questione di orgoglio o presunzione.La verità che quando hai la responsabilità della vita altrui, vincere diviene una tua responsabilità.In particolare quando, ed accade, perdono i buoni,  accettare di aver perso è ancora più complicato ed incomprensibile.Forse, anche per una questione di indole non sono portata a perdere,  a lasciare andare senza farne un dramma. Soprattutto se si tratta di persone.

Il “così è la vita” è una frase che, per quanto possa essere veritiera,  non apprezzo particolarmente. Preferisco  pensare che ci sia sempre un tentativo di trasformazione, prima di arrendersi alla distruzione. Credere che nulla si distrugga, ma tutto si trasforma. Tuttavia, l’arte di perdere è una capacità degna di nota e che si dovrebbe trasmettere.  Come quando da bambini ci insegnano a perdere al gioco senza prendersela. Così, ho pensato di lasciare lo spazio dell’articolo a qualcuno che conosce l’arte di perdere, tanto da dedicarle una poesia. Leggendola, alla fine, perdere non sembra una cosa così brutta e difficile da imparare. 

A voi, “l’arte di perdere”, poesia di Elizabeth Bishop.  

L’arte di perdere non è difficile da imparare;

così tante cose sembrano pervase dall’intenzionedi essere perdute,

che la loro perdita non è un disastro. 

Perdi qualcosa ogni giorno.

Accetta il turbamentodelle chiavi perdute, dell’ora sprecata.

L’arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta: luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare. 

Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l’orologio di mia madre.

E guarda! L’ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.

L’arte di perdere non è difficile da imparare.

Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.

Mi mancano, ma non è stato un disastro.

Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).

Questa è la prova.

È evidente, l’arte di perdere non è difficile da imparare,benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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