Vendetta: istruzioni per l'uso

Cinema del 08-01-2018
di Niccolò Sandroni
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Vendetta: istruzioni per l'uso

La vendetta è un piatto che va servito freddo. Questo famoso proverbio è anche l’incipit del film Kill Bill Vol. 1, forse la pellicola (insieme al Vol. 2) più iconica riguardo alla vendetta. Non si tratta però solo di “quando” deve essere servito questo piatto, si tratta - anche e soprattutto - di “come” deve essere servito. Sempre in Kill Bill, il forgiatore di spade Hattori Hanzo ricorda alla protagonista che "La vendetta non è mai una strada dritta. È una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei, né da dove sei partito." Due elementi essenziali quindi sono fin da subito evidenti: il primo è "come" vendicarsi, il secondo è non diventare ciò a cui si sta dando la caccia, ricordandosi sempre il proprio obiettivo. Tutto questo porta ad un risultato il quale indica la qualità o meno di un film che parla di vendetta: la soddisfazione. Siamo soddisfatti? È la risposta a questa domanda che fa la differenza, perché in ogni film - soprattutto di questo genere - lo spettatore tende ad immedesimarsi con il protagonista. Non tutti i film di vendetta lasciano soddisfatti, quindi non tutti i film di vendetta riescono pienamente nel loro assunto di partenza.

Sicuramente tra i grandi ammiratori del genere vendetta c’è Quentin Tarantino, già citato in apertura con Kill Bill Vol. 1 e 2. Com’è noto il film racconta la vendetta di una sposa (Uma Thurman nel film Beatrix Kiddo a.k.a. Black Mamba) la quale durante le prove del proprio matrimonio, incinta, viene selvaggiamente pestata da un gruppo di assassini capeggiati da Bill (che le spara anche alla testa), suo amante e padre della creatura che porta in grembo. I due film raccontano la sfavillante vendetta della protagonista, con le classiche provocazioni di Tarantino: arti tagliati, sangue a getto, stacchi musicali stupendi, feroci richiami ai samurai ed allo stile rape&revenge dei film anni ’70, oltre che al film Lady Snowblood. Due film, molti morti, molto sangue, lista dei nemici tutta barrata, ma alla fine - citando proprio Tarantino con un battuta di Pulp Fiction - siamo soddisfatti? “Nì”, non del tutto quindi. Alla fine si ha quasi compassione per Bill e Beatrix è pure dispiaciuta nell’ucciderlo. La vendetta, che è un leitmotiv nei film di Tarantino, c’è anche in Bastardi Senza Gloria ma torna principalmente con Django Unchained. In questo caso la soddisfazione nella vendetta perpetrata dal protagonista non c’è, tutto troppo ironico nella sua conclusione (anche se questo è conforme ai canoni del regista). La vera soddisfazione ci viene data dal co-protagonista, Christoph Waltz, il quale si rifiuta di stringere la mano al perfido Calvin Candie (Leonardo Di Caprio), mettendo in luce la sua ignoranza. Calvin Candie infatti non sapeva che Alexandre Dumas - autore de Il conte di Montecristo, la storia di vendetta per antonomasia -  fosse di colore.

Abbiamo detto che un elemento fondamentale della vendetta, indissolubilmente legata alla sua efficacia satisfattiva o meno, è la modalità con cui questa viene perpetrata. L’Amore bugiardo - Gone Girl ci racconta la vendetta di una moglie (Rosamund Pike) nei confronti del fedifrago marito (Ben Affleck). L’obiettivo della moglie è raggiunto a pieno, questa infatti ottiene nuovamente il marito che aveva all’inizio della relazione. Certo, una relazione non più spinta da un vero sentimento, ma da un ricatto costante. Il “come” è la parte più bella del film ovviamente. Il piano machiavellico con cui la protagonista riprende le redini della relazione tiene incollati allo schermo, ma non va sottovalutato neanche il modo con cui il marito riesce a “riportare” la moglie a casa, salvandosi così dall’accusa di uxoricidio. Lascia soddisfatti questo film? Sicuramente sì per le donne, gli uomini invece tenderanno inevitabilmente a vedere la figura del marito - tenendo soprattutto conto del fatto che si tratta di Ben Affleck - sminuita oltre che in gabbia. Durante il film viene detto che il matrimonio è fatto di compromessi, questo messaggio possiamo dire che è comunicato perfettamente.

Il genere vendetta è principalmente un genere violento, quindi inevitabili saranno spargimenti di sangue con sparatorie di ogni tipo. Impossibile non citare alcuni titoli, come Commando con Arnold Schwarzenegger o Duro a morire con Steven Seagal. In questa particolare categoria di film d'azione sul genere vendetta, lo svolgimento è scontato ma risulta essere sempre piacevole. Trattasi di un padre di famiglia che vede i propri cari trucidati o rapiti e che si organizza per “fare fuori” tutti coloro che hanno partecipato in qualsiasi modo al torto da lui subito. Questa modalità di vendetta, con questa tipologia di personaggi, non è mai mancata al cinema e continua tutt’oggi ad avere successo, basti pensare alla trilogia di Taken con Liam Neeson oppure a Giustizia privata con Gerard Butler. A fianco di questo filone di film si può anche inserire Old Boy di Park Chan-wook, il quale ha avuto un remake diretto da Spike Lee con Josh Brolin (meglio l’originale però, il quale si inserisce anche nella c.d. “trilogia della vendetta” con Mr. Vendetta e Lady Vendetta). Il racconto è scioccante, due vendette mescolate tra loro, che portano ad una dolorosa verità. La fuorviante vendetta del protagonista, con tutti i morti che si lascia alle spalle, è quel tipo di rivalsa che non dà soddisfazione. Invece, la verità che scopre a fine film risponde in modo esauriente al quesito iniziale.

Arriviamo a due esempi di film sulla vendetta che sono usciti negli ultimi anni e troviamo due risposte decisamente positive alla nostra domanda di partenza. The Revenant - Redivivo, film di Iñárritu del 2015, è la pellicola che portò finalmente all’Oscar per Di Caprio. Il film racconta l’impervio e lungo tragitto (in senso letterale ma anche morale) percorso dal protagonista per vendicare la morte del figlio, avvenuta davanti ai suoi occhi mentre era in punto di morte. La rabbia è così tanta che nemmeno il fatto di essere sepolto (quasi) vivo è un impedimento alla sua volontà. Dopo una traversata tra le nevi, dopo essere caduto da un dirupo e aver dormito nella carcassa di un cavallo, arriva finalmente il faccia a faccia con il carnefice di suo figlio. C’è uno scontro, c’è la sua prevaricazione sul nemico, ma non la sua uccisione. “La vendetta è nelle mani del Creatore” gli viene detto durante il viaggio, e questo lui ripete quando deve solo stringere le mani attorno al collo del suo rivale per togliergli la vita. Non sarà lui a dare il colpo di grazia, ma vi assisterà. Ciò nonostante possiamo dire che sia lui, che lo spettatore, saranno soddisfatti dal racconto.

L’ultimo film che citiamo su questo genere è del 2016, diretto da Tom Ford, con protagonisti Jake Gyllenhaal e Amy Adams, si chiama Animali Notturni. Qui sono narrate due vendette, di cui una decisamente appagante. Il film racconta la storia di una donna che riceve un libro scritto dall’ex marito, il quale nel redigerlo si è basato sul loro rapporto. La storia dei due può essere così brevemente (ma non esaurientemente) riassunta: lei lo lasciò per un altro uomo dopo aver abortito il figlio avuto con lui. Il film si svolge quindi su tre livelli. Il primo con il presente della protagonista, la quale ha un nuovo marito con cui ha problemi di coppia oltre che finanziari. Un secondo, relativo alla storia narrata nel libro. Un terzo, relativo ai ricordi della relazione avuta con l’autore del libro, quindi il passato. Due vendette, una secondaria ed una principale, o meglio: una servente dell’altra. La prima è quella raccontata nel libro che la protagonista legge, cioè la storia di un uomo che vendica lo stupro e la morte della moglie e della figlia. Un dolore atroce provato dal protagonista del libro che però non si tramuta in una piena e feroce vendetta da lui in prima persona realizzata. Non c'è quel "regolamento dei conti" che invece c'è in film come Kill Bill. Infatti questo modo d'agire non rientra nel tipo di uomo che è. La seconda vendetta, cioè la principale, è ottenuta con il dolore, con il senso di colpa e con l’ansia che vengono instillati nella donna, attraverso la lettura del libro realizzato dall’ex marito. Una vendetta delicata, sofisticata e silenziosa. La vendetta raccontata in questo film è sicuramente quella che più di ogni altra risponde in modo conforme al proverbio del piatto servito freddo, ma risponde in modo eccelso anche al concetto del “come” deve essere realizzata una vendetta. A parere di chi scrive la più soddisfacente tra quelle sopra descritte.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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