Federer-Nadal, la storia infinita

Sportivamente del 06-04-2017
di Andrea Iacobelli

Federer-Nadal, la storia infinita

Sempre loro. Come Senna e Prost. Come Alì e Frazier. Come Cristiano Ronaldo e Messi. E a differenza dei già citati Federer e Nadal non riescono mai ad essere “nemici”. L'ultimo atto di una rivalità lunga diciassette anni si è tenuto domenica scorsa, nella finale del Master di Miami, sul cemento, territorio neutro: né l'erba tanto cara a King Roger, né la terra rossa di Rafa il pallettaro. Lo scontro non ha avuto praticamente storia: Federer si è imposto con un 6-3 6-4 che lascia poco spazio al maiorchino. Arrivati ad un'età, 36 per lo svizzero e 31 per lo spagnolo, in cui la muscolarità non può più farla da padrone, è stato lo strapotere tecnico a dettare legge, con conseguente vittoria di Federer. Era già successo qualche mese fa agli Australian Open, sempre sul cemento, con solita sentenza svizzera: King Roger si era imposto per 3-2, in un incontro a dir poco epico.

Come già accennato, il gioco dei due è molto differente. Federer è, probabilmente, il tennista con più classe di tutti i tempi, un talento cristallino, fatto di colpi stilisticamente impeccabili e sempre efficaci. Nadal ha dovuto migliorare la sua tecnica nel tempo, potendo inizialmente contare solo su una grandissima forza fisica, ma supportata da una tempra caratteriale incrollabile. Due ideologie affascinanti, ma opposte, perfette per accendere critica e tifosi.

La rivalità fra i due pesi massimi del tennis mondiale iniziò nel 2004 proprio a Miami. Federer da numero 1 al mondo si fece annichilire da un semisconosciuto diciottenne spagnolo: ancora non sapeva che quel Nadal, n.34, sarebbe diventato il suo più grande rivale. Un anno dopo, sempre a Miami, Nadal e Federer si scontrarono in finale, ma questa volta fu lo svizzero a trionfare. Il mondo si accorse delle potenzialità del maiorchino, ormai pronto per il salto di qualità. Pochi mesi dopo il primo incontro in uno Slam, al Roland Garros: per la prima volta i due si sfidarono sulla terra rossa. A spuntarla fu Nadal, che salì nei piani alti della classifica ATP: il maiorchino arrivò fino al n. 5.

Nel 2006 Nadal si frappose ancora un volta fra lo svizzero e gli Open di Francia, l'unico torneo del Grande Slam ancora assente dalla bacheca di Roger. Era la finale e la terra rossa rimase la confort zone nadaliana. Solo un mese dopo, però, Federer rispose di prepotenza nel giardino di casa sua, Wimbledon. La finale fu vinta agilmente dallo svizzero, che al quarto set chiuse la pratica. Gli altri Slam intanto furono vinti a mano bassa dal King Roger. Stesso copione nel 2007: Rafa batte Roger a Parigi; Roger bacchetta Rafa a Londra; Australian e Us Open finiscono di nuovo in Svizzera. E quando nel 2008 lo spagnolo vinse nuovamente lo Slam francese, tutti pensarano ad un terzo capitolo dello stesso film, ma a Wimbledon accadde l'impensabile: in una delle partite più belle ed emozionanti della storia del tennis Rafa conquistò lo Slam di casa Federer. Oltre il danno la beffa: il 18 agosto del 2008 Nadal scalzò Roger dalla prima posizione della classifica ATP, un avvenimento che sembrava impossibile. Federer sembrò accusare il colpo e pochi mesi dopo dovette cedere il passo al maiorchino anche in un altro dei suoi Open prediletti, sul cemento di Melbourne. A fine partita lo svizzero crollò psicologicamente, esplodendo più volte in un pianto inconsolabile.

Negli annisuccessivi i due si sono affrontati solo quattro volte in tornei del Grande Slam, sintomo di come Djokovic, Murray e Wawrinka siano per lo meno riusciti a fermare il duopolio Nadal-Federer, con un parziale di 3-1 per Nadal; attualmente lo spagnolo conduce gli scontri diretti per 23-14, ma Federer ha una striscia positiva di 4-0. Vedremo se nei prossimi mesi i due arriveranno di nuovo ad affrontarsi in Francia o a Wibledon, cosa molto probabile visto lo stato di forma dei loro rivali.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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