Le buone erbe: il papavero selvatico (rosolaccio)

Natura del 02-07-2017
di Virginia Nistri

Le buone erbe: il papavero selvatico (rosolaccio)

Quanto sono belle le colline toscane nei primi giorni d’estate, quando il grano, giungendo a maturazione le colora di un giallo d’orato. È proprio in questa distesa d’oro che, osservando più attentamente, si vedono spuntare qua e là, le corolle rosse del papavero selvatico.

Questa pianta è conosciuta e temuta in campo agricolo, come tipica erba infestante, soprattutto nei confronti del frumento e l’uso eccessivo di diserbanti ne sta provocando la progressiva scomparsa.

Col tempo però, ci siamo scordati delle qualità del papavero, usato nel passato sia in cucina sia nella medicina  popolare.Il nome scientifico è Papaver rhoeas L., ma comunemente è conosciuto come papavero o rosolaccio ed appartiene alla famiglia delle papaveracee.

Sicuramente molti di voi sanno com’è fatto grazie al suo caratteristico fiore grande, che sboccia dopo l’apertura di due grandi sepali, sfoggiando quattro petali di color rosso vivo e nero alla base; tuttavia, il periodo di raccolta del rosolaccio, per uso culinario, è in prefioritura, quindi è importante sapere che aspetto ha la pianta, non ancora fiorita. Questa si presenta, fuori dal terreno, come una rosetta composta di molte foglie ovali, lobate e dentate sui margini con una colorazione verde acceso. Dopodiché, a primavera inoltrata si erge un fusto peloso e ramificato, contenente una sostanza lattiginosa all’interno con effetti leggermente narcotici, che porta il fiore all’estremità.Il frutto del papavero comune è una capsula portante dei semi, che si disperdono grazie al vento.

Ipno, dio greco del sonno, era spesso rappresentato con una corona di papaveri in testa, dato l’effetto sedativo tipico della pianta. I sui petali, infatti, dopo essere stati raccolti ed essiccati all’ombra, possono essere conservati in recipienti ermetici e usati, all’occorrenza, per tisane e infusi utili per problemi d’insonnia, ansia, asma e tosse persistente, ovviamente a piccole dosi.

I semi, pur non avendo particolari proprietà e caratteristiche benefiche, sono spesso usati nell’ambito dolciario e della panificazione per aromatizzare e decorare.

Per quanto riguarda la preparazione di squisiti manicaretti, raccogliete la rosetta prima della fioritura (inizio primavera) e dopo averla pulita, togliate solo la parte della radice, lavatela bene e sbizzarritevi: minestroni, ripieni, frittate e frittelle o semplicemente raccolti e uniti a insalate con altre erbette spontanee. Il rosolaccio ha un sapore talmente buono e delicato che, un volta assaggiato, non puoi più farne a meno!Aggiungeteli alla pastella dopo averli leggermente scottati e saltati in padella con uno spicchio di aglio e un filo d’olio per ottenere delle buonissime frittelle di papavero ( fatene molte perché finiscono in fretta).

È incredibile quanto abbia da offrirci una semplice pianta che nasce e cresce inosservata nelle nostre campagne. L’avvento dell’agricoltura moderna, spinta dalla continua ricerca della quantità e della perfezione del prodotto, ha causato, il soffocamento di quelle specie e varietà che si sono sviluppate naturalmente nei nostri territori, soprattutto dovuto all’eccessivo uso di diserbanti che portano al progressivo impoverimento del terreno, e quindi alla conseguente scomparsa di queste.

 

*TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere. 




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