Donella Mattesini, no a scissioni nel Pd

Politica del 17-02-2017
di Maddalena Pieroni

Donella Mattesini, no a scissioni nel Pd

No alla scissione nel Pd, lo afferma la senatrice Donella Mattesini. Una scissione sarebbe incomprensibile ed irresponsabile.L'Italia ha bisogno, oggi più che mai, di un PD unito e capace di empatia con il Paese e costruttore di coesione del Paese stesso. Un Paese sempre più lacerato che impone alla politica, e quindi in primo luogo al PD, di unire e convogliare   la rabbia, la disillusione e la frammentazione sociale verso prospettive di unità e di Governo. Se non sarà così la crisi (che è culturale, sociale ed economica) rischia di aggravarsi, perchè la crisi è favorita anche dalla polverizzazione dei partiti.Con la scissione non ci saranno vinti e vincitori, sarebbe una sconfitta per tutti.Il PD è di tutti e non di qualcuno è una forza politica che appartiene a milioni di persone, non ai leader. persone che hanno faticato a sciogliersi in un soggetto unico, mettendo da parte storie importanti per dar vita ad un soggetto capace di fare sintesi tra le migliori culture del novecento e guardare con occhi nuovi al presente ed al futuro.Nel 2007 quando nacque il PD, molti Paesi europei erano governati dalle forze progressiste, un anno dopo Obama era Presidente degli Stati Uniti. Oggi lo scenario è profondamente cambiato: alla Casa Bianca c'è Trump ed in Europa stanno avanzando le destre più estreme, con la concreta possibilità che da qui a qualche mese possano conquistare la guida di importanti Paesi europei e condizionare anche il nostro futuro.Di fronte a questa evoluzione politica, alle gravi conseguenze della crisi economica e sociale, il dibattito interno al PD sembra invece astratto da questo quadro Sembriamo non capire la nuova fase storica, del tutto inedita per le conseguenze che essa ha sugli assetti sociale, sugli stati d'animo, sulle forme del sapere e del comunicare, del lavoro. Perchè la rivoluzione tecnologica oggi non genera lavoro, ma lo diminuisce. E l'esistenza umana scopre la precarietà come dato permanente.E’ questo mondo nuovo, questa profonda mutazione, la sinistra come il PD, stenta a leggerla, lasciando grandi praterie alla destra.Dobbiamo affrontare questa fase, avendo chiara la sfida, una sfida che necessita di un PD unito e non lacerato da un confronto tutto ombelicale, tutto al nostro interno.Deve esserci un confronto vero, non un dialogo tra sordi. Lavoriamo perchè tutti ci sentiamo a casa propria. Il Paese ha bisogno del PD e della sua forza unitaria. Diversamente, in un quadro politico ormai tripolare, rischiamo di consegnare l'Italia alle destre, sperperando un patrimonio inestimabile di valori e di capacità di governo dei territori e del Paese.




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