#AFROITALIANO - Intervista a Tommy Kuti

Musica del 07-05-2017
di Emanuele Trovato

#AFROITALIANO - Intervista a Tommy Kuti

Tommy Kuti – nome d'arte di Tolulope Olabode Kuti – giovane bresciano che spacca lo schermo di YouTube con una hit che fa parlare: "#AfroItaliano".

Una canzone di carattere Rap che parla di te. Un ragazzo nato e cresciuto in Italia, proprio come me, ma di origini africane data la provenienza dei suoi stessi genitori, nati nella terra della savana e dei leoni, della natura che incanta gli occhi, ma anche la terra spesso vittima di conflitti o di gravi falle nel sistema sociale.

Voglio fare una premessa con dati autentici e alla mano, per poter introdurre un’intervista che abbia un senso critico, soprattutto grazie alle parole di un artista che ha vissuto sulla sua pelle questa situazione. Siamo i più razzisti d'Europa: secondo una ricerca Ipsos Mori, gli italiani credono che il 30% della popolazione sia composta da immigrati, il 20% dei quali musulmani.Una vera e propria «invasione», su cui si sviluppano convinzioni xenofobe tra cui le più citate: «ci rubano il lavoro», «stuprano le nostre donne», «rubano», «puzzano». Quando solo il 5,7% della popolazione è extra-comunitaria. Il Censis rileva che appena il 17,2 % degli italiani afferma di trovare “comprensione” e di avere un approccio “amichevole” nei confronti degli immigrati; quattro italiani su cinque si dividono invece tra “diffidenza” (60,1%), “indifferenza” (15,8%) e “aperta ostilità” (6,9%), mentre due italiani su tre (65,2%) pensano che gli immigrati in Italia siano semplicemente troppi.E per finire, rispetto alla media europea, quella italiana di stranieri incarcerati è superiore di 11 punti percentuali. Quindi è matematico che si abbiano dei preconcetti.

E- “La prima volta che ho detto ‘ti amo’, ti giuro, l’ho fatto in italiano”. Bella rima, come del resto tutta la canzone, ma il "ti amo" a chi l’hai detto? A un’altra italiana o a un’afro-italiana? Facciamo una intro stilnovista all'intervista, giusto per parlare di amore, sentimento raro oggigiorno.

T- Si l’ho detto a un’ italiana, figlia di due leghisti tra l’altro, un amore un po’ alla Romeo e Giulietta visto male dai familiari di lei.

E- “Fanculo i razzisti, quelli della Lega, ogni 2 Giugno su quella bandiera, mando una foto ai parenti in Nigeria, mangiando una fetta di pizza per cena.” Il fatto di essere razzisti in Italia dipende da un sentimento naturale e insito nel giovane e nell’anziano di oggi, oppure è la cultura quotidiana che porta un italiano a essere razzista?

T- Secondo me prima del razzismo il problema più grande degli italiani è quello di credere a quasi ogni “cazzata” propinata dalla televisione. Di conseguenza se la televisione ogni singolo giorno fa vedere sbarchi, parla di clandestini e mostra servizi sottolineando l’origine straniera di un criminale, è inevitabile che se si è a casa e magari non si ha neanche tempo e modo per informarsi, si giunge a conclusioni razziste.Le persone più anziane sono spesso più propense a mostrare diffidenza verso i migranti, proprio perché non sono a contatto con le loro realtà. È proprio un problema di conoscenza, dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre temuto ciò che non conosce.

E- La scena rap italiana è caratterizzata da mille talenti e mille bolle. Tu quanto credi in questa “professione” e soprattutto, dove vuoi arrivare?

T- Io credo nel rap come fosse una religione, e mantengo questo paragone vorrei esserne uno dei sui profeti. Il rap è il mio strumento per farmi comprendere dalle persone al quale non potrei mai arrivare a parlare se non fosse per la musica.

E- Chi sono i tuoi "idoli" Italiani, quelli con cui faresti un feat o semplicemente ammiri la carriera?

T- I miei idoli italiani sono Fabri Fibra e Marracash. Tra gli artisti “classici” della nuova generazione ammiro molto invece i miei colleghi Ghali, e Laiuong con i quali credo di condividere la stessa missione, far conoscere la nostra storia e la nostra gente.

E- Fabri Fibra ha collaborato alla realizzazione del video con una breve skit…una bella raccomandazione per la scena? Io sono un appassionato di Fibra, e ascoltandoti, in qualche modo, ho visto in parte anche le sue rime. Quanto credi all’importanza e all’uso delle parole?

T- Fabri Fibra è sempre stato una grande fonte d’ispirazione per me, ammiro il suo modo di descrivere l'Italia attraverso le sue rime pungenti. Credo che raccontare la propria realtà e comunicarla agli altri attraverso le canzoni sia lo scopo più nobile che possa fare la musica.I rapper con le proprie rime devono dipingere quadri sonori della propria epoca.

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*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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