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Da risorsa a problema. Le cicale non cantano più bene?

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Da risorsa a problema. Le cicale non cantano più bene?

Quando il centrosinistra alloggiava nelle stanze di Palazzo Cavallo il ruolo del cosidetto Partito delle Cicale assomigliava ad un concerto gracchiante che metteva il dito, anzi l'indice, sulle nequizie della città. Era inevitabile che quel ruolo non sfuggisse a chi voleva dare uno spazio alla voce del malcontento e la lista civica OraGhinelli beneficio' del movimentismo di Mary Cornacchini, che era inflessibile nel denunciare le magagne che Arezzo proponeva. Poi la svolta del 2015 e il diverso ruolo anche istituzionale. Non più protesta ma proposta. La Cornacchini è eletta nelle fila della maggioranza, ma non smette di essere la "cicala" che gira per la città a denunciare le brutture che esistono. Un ruolo non semplice per un consigliere che appoggia la Giunta, ma egualmente propositivo. Criticare va bene, ma fino ad un certo punto. In questi anni la tolleranza nel gruppo è diventata sopportazione. E la Mery, ha compreso, ben presto, essere di troppo, decidendo di cambiare posto in  consiglio, restando sempre fedele a quella maggioranza che aveva contribuito a fare vincere. Ma nessuno poteva pensare che avesse un riconoscimento politico dopo la nota di ieri del sindaco, che, rientrando dagli Usa, oltre ad elogiare la polizia per il repulisti del Pionta, ha pensato bene di bacchettare chi, nella maggioranza, spesso negli ultimi mesi, aveva messo l'occhio sulla questione. Non dimentichiamo che la stessa Cornacchini era stata vittima di un episodio poco piacevole nella stessa zona del blitz della polizia. Ci aveva messo la faccia e il coraggio. Non ebbe nemmeno una parola di solidarietà. Anzi dopo qualche mese, si è beccata anche un rimprovero. Dura lex per chi sta in maggioranza.