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Le parole sono come proiettili... Anche on line

Salute e Bellezza del
di Elisa Marcheselli
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Le parole sono come proiettili... Anche on line

Qualcuno diceva “le parole sono come proiettili”. Nell’epoca dei social network, è più che mai importante riflettere sulla qualità della nostra comunicazione. Attraverso la comunicazione creiamo relazioni e costruiamo la propria identità.

E proprio nell’epoca dove i ragazzi e gli adolescenti sono sempre più iperconnessi, si rischia di utilizzare un linguaggio sempre più superficiale e sempre meno congruente al linguaggio delle generazioni passate.

I dati dell’Osservatorio nazionale adolescenza, testimoniano come, con il trascorrere degli anni e l’evolversi della tecnologia, si sia abbassata vertiginosamente l’età di utilizzo. Oggi il 98 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale. Il 30 per cento ha avuto modo di utilizzare uno già a partire dai 18/24 mesi di età e, tra i ragazzini della fascia 11-13 anni, l’età media di utilizzo della tecnologia informatica è scesa di un anno per quanto riguarda l’uso del primo cellulare, l’accesso a internet e l’apertura del primo profilo social che si aggira intorno ai 9 anni, rispetto a 4-5 anni fa. Tutto questo genera un nuovo modo di comunicare.

Inoltre la comunicazione on line produce due effetti: quello di rendere le persone più disinibite – non vedo l’altro in faccia, è più facile dirgli cose, sia belle che brutte – e, secondo vari studiosi, anche quello di renderle più “simili”: ogni utente deve in un certo senso impegnarsi di più per ricrearsi una reputazione online ex novo, che dipende solo in parte da chi siamo nella vita reale.A questo doppio effetto si unisce un altro aspetto universalmente riconosciuto: online non facciamo altro che riprodurre dinamiche proprie della nostra vita offline, nel bene e nel male, ma con effetti spesso amplificati; molti, quando scrivono sui social, non hanno la consapevolezza della risonanza che può avere il messaggio comunicativo.

In Italia stiamo raggiungendo un primato poco gratificante, ovvero quello della massiccia diffusione dei discorsi che istigano all’odio on line, l’hate speech. Non è semplice definire l’hate speech perché dilaga su vari contesti, e può palesarsi in qualsiasi situazione.

E proprio in relazione a questo problema il 7 Maggio di quest’anno a Bruxelles , la commissione Europea ha annuciato che  l'applicazione Snapchat aderirà al 'codice di condotta' dell'Unione europea, in cui i 'grandi' di internet si impegnano a lottare contro gli "hate speech", i discorsi di istigazione all'odio online. Lo ha annunciato la Commissione europea.Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft avevano adottato questo testo nel maggio 2016, in cui si impegnavano in particolare con l'esecutivo europeo ad "avere procedure chiare ed efficaci per esaminare" in meno di 24 ore le segnalazioni sugli hate speech e a cancellarli, se necessario. In seguito a questa lotta si erano uniti anche Instagram e Google+.

Per citare l’ipotesi Sapir-Whorf: la lingua che usiamo modifica il nostro modo di vedere la realtà.www.elisamarcheselli.it

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere