Strada 71, quei nodi da sciogliere dopo il voto

Editoriale del 23-01-2018
di Luigi Alberti
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Strada 71, quei nodi da sciogliere dopo il voto

Ha ragione l'ad. Franco Bernardini di Baraclit a denunciare una situazione che rischia di compromettere l'elemento strategico  dello stabilimento di Soci? Stiamo parlando dell'azienda leader dei pre fabbricati in Italia. Una struttura produttiva che è l'architrave dell'economia casentinese e che contribuisce al Pil complessivo della nostra provincia con una parte importante. Poi la sortita in diretta tv proprio nel nostro Caffè Bollente, ha riproposto all'attenzione un problema reale. I collegamenti, soprattutto per aziende di questo tipo, con e da il Casentino sono ormai insufficienti.  Le varianti già adottate alla regionale 71 e quelle che sono state progettate, danno delle risposte ancora incomplete. Bernardini ha riconosciuto all'assessore regionale Ceccarelli di essersi impegnato. Se sono stati fatti errori, questi risalgono al passato. Per il manager casentinese, c'è stata la mancanza di coraggio nell'attivare un collegamento diretto con il Mugello dall'Alto Casentino. Premesso che tutto questo non può nascere dal nulla, opportuno rimarcare un aspetto. Le migliorie alla 71 ci sono state alla pari di certi ritardi, vedi la variante di Santa Mama. Il progetto  Corsalone, sarà utile per snellire quelle criticità che in certi orari interessano una zona che non ha sbocchi. Una scommessa da vincere e che ha visto Ceccarelli impegnarsi in prima persona. Resta l'atto finale, il collegamento diretto con l'autostrada. Quando Ceccarelli era Presidente della Provincia venne presentato un progetto da Ponte alla Chiassa, il collegamento diretto con il casello di Viciomaggio avrebbe degli effetti di grande rilevanza: economica e ambientale. Il progetto è rimasto nei cassetti. Per essere attuato necessita dei finanziamenti e delle adozioni, soprattutto da parte del Comune di Arezzo. Ora c'è la campagna elettorale. Ma una volta che le urne saranno chuse, sarà opportuno che chi di dovere si metta ad un tavolo e inizi a riaprire quel capitolo. Senza isterismi e proclami. Se una azienda come la Baraclit ha lanciato l'allarme, qualcuno non può fare finta che questo non ci sia. La partita è grossa e la politica deve uscire dai suoi cortili.



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