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La galanteria, l'eleganza della nobiltà d'animo

Curiosità del
di Luca Amodio
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La galanteria, l'eleganza della nobiltà d'animo

Il vero gentiluomo non lo si definisce tale per un orologio di lusso né tantomeno per un abito costoso. Il vero gentiluomo è colui che si pone come baluardo dei principi di galanteria, valori oggigiorno quasi scomparsi e ritenuti, superbamente, meccanismo superato ed addirittura anacronistico. La galanteria, l’arte della gentilezza e della premurosità verso il gentil sesso, dimostrata sia nelle parole, sia nell’atteggiamento e nei gesti, seppur sia vista con scetticismo dalla maggior parte dell’opinione pubblica rappresenta, invece, un bagaglio indice di garbo e raffinatezza basato sul rispetto per il prossimo.

La vera galanteria non richiede essere provvisti di un destriero bianco, né tantomeno di gesti particolarmente eclatanti e macchinosi. La vera galanteria consiste nel mettere in atto gesti quotidiani codificati nella tradizione occidentale. Cerchiamo quindi di rispolverare alcuni dei pilastri inderogabili.

Durante le presentazioni, un tempo, era sovente che la persona meno importante fosse presentata alla più rilevante. In questo contesto, le donne, considerate a priori punto di riferimento, venivano presentate all’uomo, anche se questo fosse stato più anziano. Il cavaliere, inoltre, non offriva mai la mano alla dama bensì attendeva che essa, se disposta, gliela concedesse. Particolare attenzione va anche dedicata al baciamano, un rito particolarmente cortese che, per la sua complessità, necessita però di essere affrontato in un secondo momento.

Per strada e nei luoghi pubblici, il vero gentleman non deve esimersi nel praticare una serie di accortezze sinonimo, oltre che di eleganza, anche di protezione. In primis, se si sta camminando con la propria dama lungo un marciapiede, è bene, soprattutto se questo è stretto, mettersi sul lato esterno (quello esposto al circolo delle vetture e agli schizzi). Inoltre, sempre durante una passeggiata, se la dama indossa dei tacchi è bene non  avere un passo affrettato e, all'occorrenza, porre il braccio per proseguire “a braccetto” così da darle stabilità. Secondo la tradizione i cavalieri offrivano alle dame il braccio non dominante così da esser pronti, in caso di necessità, a difendersi.

Particolare cautela va posta anche nei gesti abituali quali “aprire la porta”. Se si sta entrando in un logo conosciuto, si apre la porta e si lascia passare la signora, allo stesso modo, se si sta uscendo si apre la porta e la si lascia passare. Viceversa se si sta entrando, invece, in un luogo sconosciuto si apre la porta, si entra per primo, e, tenendo aperta la porta, si lascia entrare lei. Tale differenza richiama un’origine cavalleresca: un tempo infatti prima di far entrare una donna in luogo non conosciuto era uso controllare, oltre che fosse consono ad ella, che non fossero presenti loschi individui pronti ad attaccare briga e importunare la signora.

A tavola, oltre ai comportamenti dettati dell’educazione di base, vige mantenere una determinata condotta. Innanzitutto, la galanteria implica che, prima di sedersi, ci si debba accertare che la signora sia a proprio agio, dando quindi prova di essere rispettosi, e tenere a mente le sue esigenze. Oltre a ciò è bene alzarsi qualvolta la dama lo faccia o, ovviamente, sopraggiungano altri ospiti. Una volta seduti, si deve versare, almeno per il primo giro, l’acqua o il vino alla donna e durante l’ordine è invece buona norma che sia l’uomo a interloquire con il cameriere, ovviamente dopo averle chiesto alla dama cosa desidera. Infine sarebbe gradito, malgrado i tempi, che sia il gentiluomo a saldare sempre il conto, salvo richiesta della donna per occasioni particolari.

La galanteria non è quindi un valore desueto bensì un etichetta di finezza e affabilità che ci contraddistingue come veri gentiluomini, come veri uomini.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.