Il porcetto a Porto Rotondo

di Camilla Martini

Il porcetto a Porto Rotondo

“Finalmente ci siamo!!” credo sia una delle frasi che più caratterizzano la nostra meravigliosa vacanza in Sardegna. Finalmente siamo arrivati, finalmente il mare cristallino, finalmente il sole e la sabbia fine, finalmente il pane carasau e il dolce sardo… finalmente il Porcetto!!  Il porcetto, una delle pientanze dpiù famose della Sardegna, è un maialino da latte, il cui peso non deve superare i 6-7 kg, pulito internamente ed esternamente e poi cotto su spiedo, fino a rendere la pelle una cotenna croccante.

Desiderosi di mangiarlo anche quest’anno, siamo andati in uno dei ristoranti dove meglio si esprime questa tradizione: Locanda Rudalza, a pochi chilometri da Porto Rotondo. Questo agriturismo, situato su dolci colline, vanta una meravigliosa terrazza sullo splendido Golfo di Cugnana ed offre un ambiente informale e familiare, con una cucina tipica e saporita.

Il menù è fisso, formula usata in molti altri agriturismi sardi, e ti consente di assaggiare tutto ciò che questa terra, dai sapori forti e contrastanti, ha da offrire.Ci sediamo a tavola verso le 20.40, orario dettatoci al telefono, sapendo che la cena sarebbe stata lunga e soddisfacente. I commensali vengono serviti tutti insieme e la cena è un vero e proprio banchetto. Si comincia con gli antipasti… Salumi misti accompagnati da formaggi locali, polpettine di verdura, raviolini di cinghiale, melanzane con pomodorino e ricotta salata, favette e mazza fissa. Quest’ultimo piatto, tipico Gallurese, preparato con ingredienti semplici come acqua, sale, farina di semola e panna fresca, è il classico esempio nel quale è la qualità, a fare la differenza. La panna è di pecora, la pentola in cui quest’ultima viene portata a bollore deve essere in acciaio e dopo aver aggiunto la farina di semola e il composto si è ben amalgamato, viene girato con un mestolo di legno. Personalmente, ho trovato questo piatto davvero gustoso con un sapore che mi ha quasi fatta sentire in montagna, piuttosto che al mare.

Ah, dimenticavo… questo tripudio di leccornie viene servito con pane caldo fatto in casa cotto su brace.

Dopo qualche minuto di attesa, arrivano i secondi ed anche qui si respira aria di tradizione… Malloreddus (gnocchetti di semola) in salsa di pomodoro, ravioli al sugo e zuppa gallurese preparata con pane raffermo bagnato con del brodo di carne e arricchito con formaggio vaccino e poi cotto al forno, ottimo.

Confesso che arrivare alla portata principale non è proprio semplice, ma chi siamo noi per rifiutare?!

Il porcetto, adagiato su un tagliere di sughero e tagliato a pezzettoni, sprigiona tutti i suoi profumi e la carne, davvero tenerissima, si soglie in bocca sposandosi con la cotenna croccante e cotta a puntino, una porzione perfetta. Il contorno di accompagnamento, un fresco cruditè di verdure, fa sentire un po' la mancanza delle patate, ma ho apprezzato, dopo tutto questo buon mangiare, la freschezza e “pulizia” delle verdure crude.

Il dolce viene servito solo su ordinazione, cosa che ho molto apprezzato perché non tutti sono in grado, dopo una cena di questa portata, di concludere in bellezza… Ma chi sono io per rifiutare? E così, arriva una splendida seadas. Le seadas sono dei dolci tipici sardi, di origini spagnole, a base di semola, formaggio fresco acido, miele o zucchero come condimento.  Ricordano molto un raviolo, poiché l’impasto va racchiudere il formaggio all’interno, che poi viene fritto. Il risultato è buonissimo, ma a mio gusto un po' stucchevole.

Infine, mirto e caffe. Amo arrivare alla fine di un pasto e sentirmi coccolata e più ricca. Il rapporto qualità prezzo è stato un ulteriore sorpresa. Vi consiglio di andare, rilassarvi e godervi tutto ciò che questa piccola locanda a da offrire, ne uscirete entusiarti.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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