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Sanità aretina, servono certezze dopo le rassicurazioni di Rossi

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Sanità aretina, servono certezze dopo le rassicurazioni di Rossi

Ormai è una bolla che esplode in maniera ciclica e che tocca il suo apice tutte le volte che un Primario che presenta le dimissioni. Il caso Caldora è la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha riacceso i riflettori sul caso Arezzo nel suo complesso. Enrico Rossi nel corso della sua visita aretina, è stato costretto a documentarsi in maniera approfondita sulla questione. Ad una prima domanda, aveva risposto di non essere un juke boxe. Poi dopo due ore, fatte le dovute comparazioni, nella pausa alla cantina Sociale, ha detto la sua, tranquillizzando tutti; "i primari che se ne sono andati, verranno tutti sostituiti". Il caso Caldora ripropone il tema della Fratta. Se Arezzo e Sansepolcro attutiscono il colpo, più problematica appare la situazione del centro ospedaliero della Valdichiana aretina dove Caldora era il punto di riferimento. L'ex sindaco Vignini si interroga su certe scelte che vanno a privilegiare Nottola. Intanto in Casentino si fanno lavori di ristrutturazione a Bibbiena, ma non si placa la mobilitazione dei vari comitati, che lamentano tante problematicità. Intanto Desideri sta per andare in pensione e si ha l'impressione che senza la sua presenza, la situazione possa regalare altre brutte sorprese.