Gustose scoperte in Valtellina

di Camilla Martini

Gustose scoperte in Valtellina

Il viaggio continua nella terra delle mele, fra montagne innevate e limpidi rivoli d’acqua sorge, a pochi metri di distanza dalle piste da sci, l’hotel due stelle Eira, una piccola, grande scoperta.

Eira si trova a Bormio, una cittadina tipicamente montana, con case in legno e lucine in ogni dove, non solo famosa per le sue piste da sci, ma anche per i suoi centri termali, un toccasana dopo una giornata dedicata allo sport. Di fatti, prima di balzare alla “questione cibo”, una premessa… Concedevi qualche ora nel meraviglioso centro termale QC Terme di Bormio, ne uscirete rigenerati. Potete scegliere fra due ambienti distinti prettamente dalla modernità della struttura, suggerita anche dai nomi Bagni Vecchi e Bagni Nuovi. Ho avuto la fortuna di provarli entrambi e nonostante un po' di confusione dovuta al fine settimana, l’impressione è stata assolutamente positiva e… rilassante!!

Ma veniamo a noi.

La cosa che ho più apprezzato di questo caratteristico albergo, è stata la qualità: non sempre il “bello” deve necessariamente corrispondere al “lusso”, esistono anche dei meravigliosi (e intelligenti) compromessi. Personalmente, da amante della cucina, trovo l’idea di puntare su una buona ristorazione un grande valore aggiunto e così ha fatto questo grazioso hotel, semplicissimo nella sua struttura ma potente nella cucina.

Per la prima volta mi sono avventurata nella cucina valtellinese, di cui il ristorante dell’albergo si fa grande portatore, e ne sono rimasta conquistata; anche se con me giocava molto facile, partendo dal fatto che il cibo di montagna, insieme al suo polo opposto siciliano, è forse fra i miei capi saldi in fatto di gusto. Inoltre, ho una grande predilezione per la selvaggina da pelo, composta prevalentemente da animali di grossa taglia come cervi, caprioli, cinghiali e da quelli di piccola taglia come ad esempio lepre e coniglio selvatico.

Venuti da una levataccia, un'intera giornata di sci e un rilassante fine serata alle terme, la cena non poteva che essere il giusto finale di un sabato perfetto e ripartire senza aver mangiato i pizzoccheri sarebbe stato imperdonabile. La prima portata è stata dunque scelta proprio perché legata alla tradizione della Valtellina e devo dire che mi ha lasciata sorpresa! Non credevo che un condimento così ricco potesse essere così delicato e leggero. I pizzoccheri sono delle tagliatelle spesse 2 o 3 mm originari di Teglio e vengono preparati con un impasto composto da farina di grano saraceno (che dona il colore grigiastro) e farina di frumento. Il sugo a cui sono generalmente accompagnati, come anche in questa circostanza, è invece composto da patate tagliate a pezzettoni, formaggio valtellinese, salvia, burro, foglie di verza e una spolverata di pepe nero. Buonissimo e, se ben fatto, neanche pesante.

Non potevano, come seconda portata, nemmeno mancare le sopracitate “carni nere”. Bocconcini di tagliata di cervo serviti su un rostì di patate, accompagnati da riso croccante e caviale di aceto balsamico. Mi sarei aspettata un abbinamento più classico e forse scontato, come ad esempio una composta di mirtilli per accompagnamento oppure un chutney ai frutti rossi, ma sono rimasta piacevolmente stupita nel trovare come unica salsa il fondo bruno dato dalla cottura leggermente rosea della carne, perfettamente legata con gli elementi fragranti, quali le patate, rosolate e saporite, e il riso, proposto in una versione insolita ma bilanciata con il resto degli ingredienti. Le perle balsamiche hanno invece dato un tocco di freschezza, esplodendo al contatto con il palato e liberando un aroma che mi ha ricordato quello delle erbe aromatiche.

La ricercatezza è stata elemento anche dell’altro secondo: “Segreto iberico di Pata Negra alla piastra, spinaci scottati, crumble alle nocciole e nuvole di parmigiano”. Non avevo ancora avuto il piacere di assaggiare il filetto del Jamón ibérico (il maiale iberico, meglio conosciuto appunto come Pata Negra), ne avevo gustato solamente il prosciutto, ma mai la sua carne vera e propria così delicata e al tempo stesso saporita. Il connubio tra gli elementi è convincente, gustoso e risulta armonioso proprio grazie alle diverse consistenze, si veda la cremosità data dalla spuma di parmigiano in perfetto contrasto con il crumble nocciolato.

Il dolce non è stato ordinato ma semplicemente per pura sazietà. La carta proponeva una gran varietà di piatti sempre con quel tocco di innovazione che lo chef Rolando Pini propone accostato alla tradizione, coerentemente in tutto il menu: bomba fondente, con sfera al mascarpone e coulis di frutti rossi caldi ne è un dolce esempio.

Un ottimo strudel di mele lo abbiamo mangiato però durante uno dei pranzi sulle piste. Buonissimo, con un gelato alla vaniglia leggermente disciolto dal calore delle mele, amalgamate con cannella e uvetta, all’interno di uno scrigno di frolla. Non citare altre bontà gustate sulle piste sarebbe un peccato. Ovviamente ha sempre fatto da protagonista la carne, in tutte le sue forme e cotture, una volta sotto forma di condimento per squisite tagliatelle al ragù di selvaggina, altre volte servita con tutti i suoi succhi di cottura nel “gran piatto valtellinese” composto da costine di agnello, salsiccia, polenta e costolette ben cotte e insaporite dalle immancabili erbe di montagna.

La Valtellina, a monte del Lago di Como, è un territorio caratterizzato da milioni di sfumature, a partire dal paesaggio, in questi mesi così spoglio e a tratti tetro, che molte volte però si apre come con la valle di Bormio, una perla fra i monti, che consente di vivere una gran varietà di esperienze, dallo sci, al parapendio, dalla camminata con ciaspole, al riposo annebbiato dai fumi terminali… In ogni caso concluderei sempre tutto con una bella scorpacciata.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.

 




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