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Sequestrato deposito di materiali ferrosi a Cortona

Cronaca del
di Maria Stella Bianco
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Sequestrato deposito di materiali ferrosi a Cortona

Carabinieri Forestali della Stazione di Cortona, coadiuvati dal Nucleo Investigativo del Gruppo di Arezzo e militari della Procura della Repubblica hanno sequestrato ingenti quantità di rifiuti speciali e pericolosi detenuti illegalmente presso un centro di recupero e rottamazione attivo nel cortonese. I militari si erano presentati nella mattina allo stabilimento per procedere alla ispezione dell’area delegata dalla Procura della Repubblica di Arezzo. Il centro infatti era seguito da tempo dai Forestali, che avevano constatato un flusso continuo e ripetuto di conferimenti di materiali metallici da parte di trasportatori che non risultavano abilitati alla gestione di rifiuti. Nella ipotesi che il titolare dell’impianto, accettando materiali privi della dovuta tracciabilità, esercitasse a sua volta una gestione illecita, il Sostituto Procuratore Laura Taddei aveva disposto di procedere alla ispezione dello stabilimento per verificare la situazione. Fatto accesso all’area assieme ai tecnici di ARPAT, i militari hanno constatato una situazione ancor più critica del previsto, data la presenza di rifiuti di ogni genere, anche di categorie che lo stabilimento non era autorizzato a trattare, quali stock di batterie esauste e di estintori obsoleti, rifiuti elettrici ed elettronici (i cosiddetti RAEE), olii ed altri rifiuti speciali, dislocati anche in aree che non risultavano autorizzate al deposito, prive delle più elementari predisposizioni di sicurezza. In un settore dell’impianto era stato dato fuoco a degli scarti di mobilia per “riscaldare” le cucce dei cani custoditi presso stabilimento. Gli stessi rottami metallici e ferrosi che il centro avrebbe dovuto limitarsi a trattare, risultavano ammassati frammisti a materiali pericolosi e con ogni probabilità in parte privi di tracciabilità. Data la situazione i Carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro delle aree e dei cumuli di rifiuti irregolari, che dovranno ora essere smaltiti nei modi corretti. Il titolare dell’impianto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per le condotte illegali fin qui riscontrate e che restano tuttora in fase di accertamento.