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Felici con i colori, sul lavoro

Salute e Bellezza del
di Elisa Marcheselli
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Felici con i colori, sul lavoro

Un ufficio denso di colori, una sala riunioni che sembra un dipinto nel quale immergersi, un angolo profumato con frutta fresca e acqua limpida. Un ambiente che crea le condizioni affinchè una persona sul luogo del lavoro, se vuole, possa essere felice.

Il colore rosso, blu nei quadri e le sculture, non sono usate per abbellire l’ambiente ma perché l’arte è una sorta di chiave per la felicità. L’arte ci pone di fronte la possibilità di essere creativi  ed espressivi, immedesimandosi empaticamente con ciò che ci circonda, attraverso le lenti di un caleidoscopio colorato. Ma essere felici richiede coraggio, è una scelta. Il piacere di lavorare è una comodità essere felici di svolgere il proprio lavoro richiede una scelta. Questo habitat per molti è ristoratore per altri diventa scomodo, perché va contro la mentalità diffusa: il lavoro come dovere e strategie di opportunismo.

Christian Bairon è colui che ha concretizzato questo concetto in una strategia aziendale. La nota azienda Boiron produce e commercializza preparati medicinali omeopatici, attualmente il gruppo, diretto da Christian Boiron e presieduto dal fratello Thierry Boiron, conta 4000 dipendenti, di cui 200 in Italia. Al 1º maggio 2015 la società capitalizzava in Borsa 1800 milioni di Euro.  Manager artista e scrittore, da 30 anni guida il colosso della omeopatia francese, e in azienda offre l’opportunità di essere felici e creativi a partire da un ambiente evocativo e  stimolante, essendo convinto che l’anima del business sia la passione e l’idea delle persone.

Qualcosa che ricorda le strategie aziendali di Adriano Olivetti, il primo imprenditore a ridurre l’orario di lavoro da 48 a 45 ore, negli anni 50’, a parità di salario e a introdurre la settimana corta, grazie alla grande produttività aziendale ottenuta puntando sulle capacità creative dei dipendenti e sulla qualità della loro vita (asili nido, librerie aziendali, mense, case).

Esempi che dimostrano come per garantire la felicità dell’azienda bisognerebbe organizzare lo sviluppo della felicità delle persone che in azienda ci lavorano; solo così l’impresa si può sviluppare economicamente. La felicità dà energia ed è potenzialmente insita in ogni essere umano.

Con questo obiettivo, ogni imprenditore dovrebbe imparare a concentrarsi più sull’essere che sull’avere, sulla considerazione delle persone, oltre che alla loro gratificazione economica. Spesso si confonde la felicità (essere) con il piacere (avere). La felicità dei dipendenti non è solamente una questione di stipendio, di denaro, ma più che altro un problema di coinvolgimento, di considerazione.

www.elisamarcheselli.it

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.