Peter Pan e il suo lato oscuro

Letture e Poesie del 14-05-2017
di Francesco Germani

Peter Pan e il suo lato oscuro

«Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo. Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre. C'è da pensare che la bimba, in quell'atteggiamento, sembrasse deliziosa poiché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò: "Oh, perché non puoi restare così per sempre?"Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull'argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere.Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità. I due anni sono il principio della fine.»

Quando James Matthew Barrie aveva solo sei anni, il fratello, di poco più grande, morì tragicamente. Lo sconvolgente evento fu amplificato dalla reazione dell'autore. La madre condivideva un rapporto talmente profondo e stretto con il fratello defunto che la reazione fu di chiudersi in un lungo silenzio, e Barrie per aiutarla a superare la difficoltà decise, con la semplicità di un bambino di sei anni, di acquistare l’identità del fratello. Utilizzava i suoi stessi vestiti e cominciò addirittura a fischiettare nella maniera peculiare del fratello. Così facendo, probabilmente, mise fine alla sua personalità, decidendo di non crescere come se stesso. Il giorno in cui morì David, in realtà, morì anche James.
Peter Pan è sia James che suo fratello, è il non vissuto negato all'estremo che diventa eterno in una dimensione diversa, distante, inesistente, come l'isola in cui vive. "Isola che non c'è" è una traduzione evocativa a suo modo, ma forse non di sentimenti e impressioni giusti: "Neverland", la terra del mai, è il nome originale, cioè il luogo dove accadono quelle cose che non sarebbero mai accadute altimenti, la terra delle cose impossibili, nel tempo; come appunto la vita da adulto dello fratello dello scrittore, e la piena maturazione come uomo di Barrie stesso.
Così si crea Peter il Demone, Pan non è un nome casuale, un bambino senza età, intrappolato nelle drammatiche conseguenze delle sue stesse decisioni, alle quali reagisce con irresponsabilità, distacco emotivo, ma mai per leggerezza, sempre per la scelta cosciente di non volersi comportare come i nemici adulti. Responsabilità, partecipazione, senso del dovere non sono sentimenti a lui estranei, sono semplicemente tutto quello contro cui decide di scagliarsi. Nel corso del libro più volte dimenticherà il nome dei suoi compagni e sarà presente nelle avventure più per un tornaconto personale di divertimento e ricerca di evasione che per un reale interesse nella salvaguardia della vita dei bambini in pericolo. Per lui è tutto un grande, immenso gioco, e qualora dovesse venirgli a noia non esiterebbe un momento ad abbandonare tutto e tutti.

«I ragazzi sull'isola variano naturalmente di numero, a seconda che vengano eliminati, e così via; e quando pare che stiano crescendo, cosa che è contro le regole, Pan ne riduce il numero.»

Ma è quando Wendy e i suoi fratelli decidono di tornare dalla loro famiglia, portando con sé anche gli altri Bimbi Sperduti, che si capisce il dramma di chi ormai ha fatto una scelta autodistruttiva ma bellissima, e non vuole rinunciare a specchiarsi in sé stesso e nella sua bravura.
Ci sarebbero poi da scrivere pagine intere del rapporto che ha con Wendy, una mamma in miniatura più che una compagna, e di come questo rapporto non sia legato a Wendy stessa, ma alla sua figura, impersonata nel finale dalla sua discendenza femminile. Ed altre pagine ancora su Capitan Uncino, adulto e terrorizzato dallo scandire del tempo che passa, rivale, nemesi, ma ancora una volta espressione ed allegoria di James Matthew Barrie.

«E quando la mamma di Wendy, dopo aver pianto e riso e pianto e riso, e dopo aver accettato di tenere con sè tutti i bambini, gli chiede di restare, Peter urla "Nessuno mi costringerà a diventare grande" e sta per uscire, quando Wendy lo richiama. "Non ti vedro' mai più" gli dice. E lui noncurante risponde: "Potro' forse venire a prenderti per le pulizie di primavera".»

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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