Teatro contemporaneo: intervista a Riccardo Goretti

Arte del 29-03-2017
di Chiara Renzi

Teatro contemporaneo: intervista a Riccardo Goretti

Volevo presentarvi, attraverso questa breve intervista, anche se molto probabilmente molti di voi già lo conoscono, un artista del nostro territorio: Riccardo Goretti. Casentinese di nascita, classe 1979, Riccardo è scrittore, regista, drammaturgo e attore di teatro dal 2002.

Quando hai deciso di fare l’attore? 

E' stato un caso, io volevo fare il metallaro! Poi però verso i vent'anni la NATA, la compagnia teatrale del casentino, mi ha dato fiducia e mi ha inserito in alcuni spettacoli per bambini, e da lì è partito tutto. A loro sarò sempre grato, specie alla mia “prima regista” Alessandra Aricò. Comunque, di fatto mi sono ritrovato a fare tournée per l'Italia prima ancora di aver deciso che quella era la mia strada... e non mi sono più fermato. 

Sei autore, regista, attore quale ruolo esprime meglio la tua vocazione?

Autore, senza dubbio. Mi piace tantissimo scrivere. Un po' perché sono molto pigro (e questa è un'attività che si può fare tranquillamente sul divano di casa) e un po' perché sono un soggetto vagamente psicolabile, e scrivere mi aiuta a mantenere un briciolo di equilibrio mentale... non per niente il mio primo libro si chiamava “Manuale per non impazzire” (era da intendersi: per non far impazzire l'autore del suddetto manuale!) 

A quale dei tuoi lavori e perché, sei più affezionato? 

Sono tutti miei “figlioletti”. Ma se dovessi dirne uno direi “Annunziata detta Nancy”, il mio primo monologo. In quello spettacolo racconto la storia della mia famiglia, una storia normale, come tante, eppure a modo suo straordinaria e intensissima. Oltre al tema che, come è ovvio, mi è molto caro, quello spettacolo appartiene a un periodo molto particolare della mia vita, e mi ha aiutato a rialzarmi in piedi dopo una bella tempesta. Lo replico ancora, dal 2011 a oggi ha fatto quasi 100 recite, una cosa davvero rara e meravigliosa per uno spettacolo semi-indipendente come quello. 

Come attore collabori con molte compagnie, come cambia il tuo modo di approcciarti alla creazione quando lavori con altri?

Ovviamente molto dipende da quale ruolo ti chiedono di ricoprire. Se mi hanno chiamato solo come attore, solo come autore, se è un progetto nel quale c'è libertà di confronto o se c'è un “capo” conclamato... o se addirittura il capo sono io! Non è facile, mi rendo conto, raccontare la vita di un attore/autore di teatro contemporaneo in Italia nel 2017, sapete? Ci sarebbero da spiegare molte cose... facciamo così... venite a vedermi in una delle prossime date dal vivo e se ne parla a voce! Ok? 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per ora va avanti la (meravigliosa) collaborazione con Lucia Calamaro, per me la più grande regista e drammaturga che abbiamo in Italia – sono fierissimo di lavorare con lei. Poi sto scrivendo una roba assurda insieme a Stefano Cenci, regista modenese, col quale ci capiamo al volo e ci divertiamo un sacco, così il lavoro pesa meno. Per altre piccole cose e per cose ancora “troppo future” rimando tutti al mio sito: www.riccardogoretti.com (c'è anche la possibilità di iscriversi alla newsletter, così che le novità arrivino direttamente nella casella di posta) Cosa pensi della scena teatrale italiana contemporanea?Se dovessi usare un aggettivo solo, ad oggi quello che mi viene in mente di botto è “lamentosa”. Per questo vorrei non parlare dei lati negativi, che sono noiosi, ma di quelli positivi: ebbene ecco, sappiate che in giro c'è un sacco di gente ganza: Rezza/Mastrella, i Sotterraneo, Licia Lanera, Oscar De Summa, Daniele Timpano e Elvira Frosini, i già citati Stefano Cenci e Lucia Calamaro... e ancora Andrea Kaemmerle, Gli Omini, Astorri/Tintinelli, e poi Walter Leonardi, il Nano Egidio, Massimiliano Loizzi e i Mercanti di Storie... con molti di questi ho anche collaborato, ma son bravi anche senza di me, con altri mai e magari succederà. Il punto è: andateli a vedere!

Qual è stato lo spettacolo di teatro più bello che hai visto?

Credo “Scoppio d'amore e guerra” di Duccio Camerini. Piansi tantissimo, ma ero molto giovane, sarei curioso di rivederlo adesso, per testare l'effetto. Poi amo molto Antonio Rezza e Flavia Mastrella, soprattutto gli spettacoli “Io” e “Fratto X”. E sono felice di aver visto, almeno una volta nella vita, uno spettacolo di Pina Bausch (“Agua” alla Fenice di Venezia. Indimenticabile!). 

Riccardo Goretti ha lavorato/collaborato con (tra gli altri): Lucia Calamaro, Massimo Bonechi e Arci Toscana, Massimiliano Loizzi /Walter Leonardi/Alberto Salvi/ Francesco Ferrieri, Rabbia / Fondazione Teatro Valle Occupato, Edoardo Nardin, Prospettiva Capaneo / Matteo Cecchini,  Andrea Druga Franchi, Guascone Teatro/Andrea Kaemmerle, The Avengers (Masella/Scalzi/Aiazzi), Diesis Teatrango, T.P.O., Teatrino dei Fondi/Titivillus, Kilowatt Festival, Nata Teatro, Arti Vive (Stefano Cenci), Murmuris, Teatrificio Esse, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Fonderia CultArt, Il Maniscalco Maldestro, John Snellinberg Film, Gli Omini (membro fondatore), Massimiliano Civica, TSU Stabile dell’Umbria, Festival Romaeuropa, VolterraTeatro, Armunia, L’Arboreto di Mondaino, Archetipo, Distilleria Teatrale Cecafumo (membro fondatore), Alessandra Aricò.

Prossimamente potete vederlo in scena sabato 1 aprile in La vita ferma Al Teatro Rasi di Ravenna e se ritenete sia troppo lontano, lo stesso spettacolo passa anche da Foligno, Spazio Zut il 7/8/9 Aprile. Il 4 Aprile invece lo trovate al Teatro Magnolfi in occasione del Books Wide Shut//In Sensibus.Tutte le date dei suoi lavori e della sua tournée li trovate nel suo sito!#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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