Rasenna Brass: una eccellenza musicale aretina

Musica del 14-02-2017
di Lorenzo Diozzi

Rasenna Brass: una eccellenza musicale aretina

Ad Arezzo esiste un gruppo di musicisti particolarmente degno di menzione per due motivi: il primo è quello di mantenere viva la musica sinfonica e operistica suonandola e studiandola con passione ed impegno e il secondo è quello di riuscire a coinvolgere grazie ad esibizioni energetiche anche gli spettatori meno abituati a certi brani. Nei loro concerti infatti accanto a capolavori di musica rinascimentale o barocca può capitare di sentire brani blues o jazz in piena armonia con le note fino ad allora ascoltate.

Il gruppo al quale mi riferisco è quello dei Rasenna Brass formatosi nel 2011 ad Arezzo e alla città molto legato fin dal nome in quanto “Rasenna”, è il modo con cui gli etruschi chiamavano sé stessi mentre “Brass” è la parola inglese per riferirsi ai complessi di ottoni. Il gruppo si compone infatti di cinque ottoni suonati da Filippo Mazzini, Francesco Agnello, Saverio Zacchei, Alessio Della Giovampaola e Riccardo Fabbri. Dal 2014 inoltre il gruppo è anche diventato una associazione riconosciuta. 

Chi ha visitato e seguito i vari eventi aretini degli ultimi anni ha anche sicuramente incontrato le loro note in manifestazioni tenutesi per Icastica, Cortonantiquaria, Cantiere Internazionale di Montepulciano, il Festival “Simmetrie” e tanti altri. Fortunatamente però i loro strumenti si sono fatti sentire anche in tante altre piazze di Italia portando il loro progetto e la nostra città al centro di importanti palchi come quello del Teatro del Sale e Palazzo Strozzi a Firenze e gli scavi archeologici di Nola. 

All’inizio dell’articolo ho citato due soli motivi di lode del gruppo tenendo appositamente nascosto quello che per me è il maggiore motivo di orgoglio di poter parlare di questi ottoni. I Rasenna Brass infatti accanto all' attività musicale con la quale soffiano vita in brani che meritano di essere studiati e ascoltati si dedicano anche ad attività di beneficenza. Da ricordare ad esempio il concerto nella Chiesa di Santa Maria della Pieve di Arezzo o la realizzazione al Teatro Petrarca di Arezzo in collaborazione con altre realtà aretine e fiorentine dell’Opera Cavalleria Rusticana di P. Mascagni servita per raccogliere alcuni fondi per la ricostruzione del teatro di Amatrice. Proprio alla luce di questo loro modo di suonare e sfruttare la musica li ho raggiunti con alcune domande: 

-Quanto studio e quanta passione si nasconde dietro una delle vostre esibizioni? 

L'esibizione è il punto di arrivo di un grande lavoro articolato in scelta ed arrangiamento dei brani, studio personale del proprio strumento ed infine le prove di ensemble.La passione per ciò che facciamo è alla base del nostro lavoro ed è il carburante che alimenta la nostra voglia di musica e di fare musica. Ovviamente l'esibizione stessa è il punto di arrivo di ore, settimane o mesi di sudore passati con il proprio strumento, è il momento nel quale si raccolgono i frutti e si può capire se davvero siamo riusciti a far giungere al pubblico ciò che volevamo. Un lavoro quindi che viene svolto da prima singolarmente ma che poi è arricchito dalle idee di tutti durante le prove.      

-Per preparare i brani musicali avete un qualche insegante o tutta la preparazione si svolge tra voi soltanto? 

Principalmente la preparazione è curata dai componenti stessi del quintetto, ci troviamo molto spesso d'accordo e cerchiamo di intraprendere una stessa linea, a volte può capitare di avere diverbi ma sono risolvibili ascoltando l'opinione di ogni singolo componente. Saltuariamente Emanuele Antoniucci e Alberto Serpente, professori d'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, hanno curato le numerose esibizioni apportando la loro esperienza e arricchendo la nostra esperienza d'insieme e personale.   

-Qual è stato il palco più emozionante nel quale vi siete esibiti? 

L'esperienza più appagante è stata senza alcun dubbio il concerto di apertura del Cortona Mix Festival 2016 nel quale abbiamo eseguito Rhapsody in Blue di George Gershwin in collaborazione con il pianista Marco Lazzeri, collezionando il nostro primo soldout. Da ricordare con particolare piacere anche le esibizioni di Palazzo Strozzi (Firenze) e presso il Parco Archeologico di Nola (Napoli), data che ci ha portato al di fuori del panorama Toscano per la prima volta.  

-Rasenna Brass dal 2014 è una associazione riconosciuta e il vostro impegno è stato anche investito in opere di beneficenza, cosa si prova ad aver dato vita ad un progetto musicale che si è spinto oltre la sola musica suonata? 

E' motivo di grande orgoglio prestare la nostra musica al servizio di opere di bene volte all'aiuto di popolazioni in difficoltà; siamo stati molto felici del risultato del nostro progetto: “Un'Opera per Amatrice”  che grazie all'aiuto di musicisti professionisti provenienti dal panorama Fiorentino, ci ha permesso di realizzare, lo scorso 6 Novembre 2016, “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni al Teatro Petrarca, il cui ricavato è stato devoluto alla costruzione del Nuovo Teatro Municipale di Amatrice. Altre nostre esibizioni hanno contribuito ad arricchire l'ormai celebre mercatino del Calcit di Arezzo nell'edizione che si svolge presso il Centro Affari, ma anche altre collaborazioni per esempio con InformaGiovani, ci hanno visto al centro del tema sociale per la nostra città.  

-Avete particolari progetti anche per il futuro? 

Sotto il profilo artistico stiamo lavorando alla realizzazione del  secondo disco cercando di aggiornare il nostro repertorio, sarebbe molto interessante trovare delle idee nuove da proporre al nostro pubblico. Contemporaneamente si stanno delineando nuove collaborazione con enti e comuni del territorio italiano che ci vedranno impegnati nei prossimi mesi; quasi certo il ritorno in terra campana in questo 2017, ma non si escludono sorprese.  

Un ringraziamento al gruppo per essersi dedicati alle mie curiose domande e un augurio di poter far fruttare al meglio questo loro progetto. 

 

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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