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Crac Etruria, il comune ammesso come parte civile

Cronaca del
di Barbara Perissi
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Crac Etruria, il comune ammesso come parte civile

Crac Etruria: ammesse tutte le parti civili che devo o a oltre duemila, tra queste il comune di Arezzo (escluso in sede di udienza preliminare) e la vedova del pensionato Luigino D’Angelo suicidatosi dopo aver perduto i risparmi nell’azzeramento del 2015. Resta anche la richiesta del liquidatore Giuseppe Santoni. Escluse solo alcune istanze private per mere irregolarità formali. Questo l’esito dell’udienza in programma oggi in Tribunale ad Arezzo davanti al collegio presieduto dal giudice Gianni Fruganti.  Punto centrale dell’udienza di oggi era proprio l’ammissione delle parti civili che salgono, dopo le circa duecento nuove  rispetto all’udienza preliminare, ad oltre duemila. Prossima udienza il 17 maggio.  Il processo riguarda ex dirigenti coinvolti a vario titolo nella bancarotta, in alcuni casi fraudolenta in altri semplice, dell’istituto bancario aretino. A settembre in aula sfileranno gli uomini della Guardia di Finanza che hanno portato avanti le indagini guidate dal procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi. Tra gli imputati eccellenti l’ultimo presidente Lorenzo Rosi, due ex vicepresidenti Giovanni Inghirami e Giorgio Guerrini, alcuni consiglieri quali Alberto Rigotti e Augusto Federici, manager dei cementifici Sacci che a Bpel hanno lasciato la sofferenza più grossa (una cinquantina di milioni), più una ventina di altri amministratori e sindaci revisori.