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Chi ha letto 'I Tre Moschettieri'

Letture e Poesie del
di Agnese Nocenti
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Chi ha letto 'I Tre Moschettieri'

«Fate entrare il signor d'Artagnan» disse il commissario alle guardie.
Le guardie fecero entrare Athos.
«Signor d'Artagnan» disse il commissario rivolgendosi ad Athos «raccontateci cosa è successo tra voi e questo signore»
«Ma» esclamò Bonacieux «questo non è d'Artagnan!»
«Come! Non è d'Artagnan?» esclamò il commissario.
«No, non è lui!»
«E come si chiama questo signore?» domandò il commissario.
«Non posso dirvelo; non lo so»
«Non lo sapete?»
«No»
«Non l'avete mai visto?»
«Per vederlo, l'ho visto; ma non so come si chiami»
«Come vi chiamate?» domandò il commissario.
«Athos» rispose il moschettiere.
«Ma non è un nome d'uomo, è un nome di montagna» gridò il povero interrogante che cominciava a perdere la testa.
«È il mio nome» disse tranquillamente Athos.
«Ma avevate detto di chiamarvi d'Artagnan!»
«Io?!»
«Voi, proprio voi»
«Sono stati gli altri a dirmi "Siete d'Artagnan!". Ho risposto: "Credete?!". Le guardie hanno gridato di esserne sicure e io non ho voluto contrariarle. E poi potevo anche sbagliarmi»
«Signore, voi insultate la maestà della giustizia!»
«Non ci penso neppure» disse tranquillamente Athos.
«Voi siete d'Artagnan»
«Vi faccio osservare che siete voi a ripeterlo»
«Riconducete i prigionieri nelle loro celle» ordinò il commissario, designando con lo stesso gesto Athos e Bonacieux «e che siano sorvegliati severamente»
«Vi faccio osservare» disse Athos con la sua solita calma «che se volete d'Artagnan io non posso fare le sue veci»
«Fate quello che ho detto!» gridò il commissario «Il segreto deve essere assoluto! Avete capito?»
Athos seguì le guardie alzando le spalle mentre Bonacieux mandava lamenti che avrebbero commosso il cuore di una tigre.

Ora, leggendo questo estratto, ci si rende conto di quanto l’umanità abbia guadagnato con dei personaggi così. Purtroppo le innumerevoli riduzioni cinematografiche di questo capolavoro hanno impoverito trama e caratteri… ma si sa, non si poteva fare altrimenti: lo dice proprio il termine, “riduzione cinematografica”, perché bisogna distillare in circa due ore di film una storia che, magari, di per sé ne occuperebbe più del triplo, mantenendone i tratti essenziali. C'è poi pure il fatto che il regista mette in scena la propria elaborazione dell’opera: quello che vediamo al cinema (e che 99 volte su 100 ci delude) è, in pratica, la sua visione personale della faccenda, che 99 volte su 100 non coincide con la nostra personale visione della faccenda.

Per questo è buona norma leggere un libro dopo aver visto il film da cui è estratto, per non incappare in facili delusioni. Se poi si aggiunge che, nella fattispecie, questo libro è uno di quei classici che tutti conoscono ma nessuno in realtà ha letto... Ecco, io dico che se adesso andate a comprare (per pochi euro) una copia de “I tre moschettieri” sarete tutt’altro che delusi.

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