Duello Marquez-Dovi: può la Moto Gp fare a meno di Vale?

Sportivamente del 13-08-2017
di Andrea Iacobelli

Duello Marquez-Dovi: può la Moto Gp fare a meno di Vale?

C'era una volta la MotoGp, quello sport dove tutti correvano e uno solo vinceva. Gli si poteva dare in mano un cinquantino Malaguti o uno Ciao che tanto la musica non sarebbe cambiata. Valentino è stato la MotoGp, ha impersonificato uno sport, lo ha reso mondiale, grazie ad un talento infinito ed una personalità straripante. Ha riassunto quello che Michael Jordan è stato per il basket, Federer per il tennis o Bolt per l'atletica leggera. Innovatori, sognatori folli, affamati di gloria, ad ogni costo. Quelli che in un mare di campioni dovevano fare il passettino in più, diventando leggende. E così il buon Valentino si è conquistato i suoi 9 mondiali, da indiscusso protagonista. Quando però uno sport si identifica così tanto in un solo volto, nel momento in cui si avvicina il ritiro della suddetta personalità, una domanda assilla gli appassionati: e ora?

Ieri di certo Marquez e Dovizioso hanno dato una bellissima risposta a questo quesito. Lo stupendo duello da cardiopalma che i due centauri hanno inscenato in Austria ha dimostrato che la Moto Gp, seppur a malincuore, può fare a meno di Valentino Rossi. Se nelle prime battute Vale e Lorenzo sono partiti alla grande, occupando rispettivamente la quarta e la prima posizione, itervallati proprio da Marquez e Dovizioso, che verso metà gara hanno cominciato a dare spettacolo. Al dodicesimo giro lo spagnolo in sella alla Honda, sorpassando Lorenzo, si è portato in prima posizione, e subito dopo Dovizioso si è inventato un doppio sorpasso sui due iberici da accapponare la pelle, gettando il guanto di sfida al campione iridato in carica. Lorenzo, intanto, ha alzato bandiera bianca, non reggendo il passo indemoniato di Marquez e Dovizioso. I due protagonisti sono arrivati così all'ultimo giro a furia di sorpassi e controsorpassi, culminati in un'ultima curva che descrivere a parole è impossibile. Chi l'ha vista sa di cosa stiamo parlando. Vittoria per il ducatista, tutto sommato meritata. E Vale?

Vale si è perso in una gara anonima, tagliando il traguardo al settimo posto, riducendo così le chance di vittoria mondiale. È stato brutto vedere come persino i due compagni di scuderia Zarco e Vinales siano arrivati davanti a Vale. Anzi non vederlo, perché con due bolidi come Dovi e Marquez, la regia internazionale non ha praticamente mai inquadrato la gara di Valentino, giustamente. Un atteggiamenti diverso da quello tenuto negli anni di Ducati di Rossi, in cui spesso gli spettatori dovevano guardarsi la battaglia per il sesto posto, magari anche penalizzati dal poco spettacolo che le vittorie a razzo di Stoner e Lorenzo offrivano.

Sarebbe bello vedere Valentino coronare la sua carriera con il decimo titolo mondiale, ma questa ipotesi sembra sempre più lontana, un titolo iridato che comincia ad avere le fattezze della Champions League per Ibrahimovic. Magari Vale ci stupirà, tirando fuori dal cilindro una seconda parte di stagione inaspettata, ma se il passo di Honda e Ducati rimane costante, sarà difficile rivedere Vale sul gradino più alto del podio. E lo spettacolo comunque non ne risentirà.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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