Le buone erbe: l'asparago selvatico

Natura del 23-02-2017
di Virginia Nistri

Le buone erbe: l'asparago selvatico

Mancano pochi giorni a marzo, il mese in cui il sole si prepara a uscire dalla coperta di nuvole che lo avvolgeva durante l’inverno. Timido, fa soltanto capolino, così da diffondere un chiarore che illumina ma non troppo. È proprio in questo periodo che iniziano a spuntare, dritti come soldatini. Piccoli, si fanno spazio tra la terra, si allungano e accrescono cercando il sole tra gli alberi e le piante del bosco che li nasconde.

Oggi vi parlerò dell’asparago selvatico.

Prima di tutto, è necessario imparare a riconoscere la pianta da cui nasce: l’asparagina. L’asparagina, Il cui nome scientifico è asparagus acutifolius, è una pianta erbacea perenne, sempreverde e porta fiori maschili e femminili in piante diverse (dioica) appartenente alla famiglia delle liliacee. Per trovarla dobbiamo andare a cercare in zone boschive, anche se non è difficile scorgerle sui ciglioni dei campi o fra gli oliveti; in Toscana si trova sia nell’entroterra che in zone marittime.

La parte epigea, quella che affiora dal terreno, è formata da un fusto principale fine e lungo che nel crescere ha acquisito una consistenza legnosa da cui partono rametti secondari laterali con piccole foglioline appuntite come spilli. Il fusto sviluppandosi s'intreccia su se stesso a formare un cespuglio pungente, la cui dimensione è molto variabile.Da agosto a settembre, sbocciano dei piccoli fiorellini gialli. I frutti della pianta, prodotti esclusivamente dalla femmina, sono delle palline di colore verde scuro, non commestibili.

Adesso che siamo in grado di distinguere la pianta, come facciamo a individuare l’asparago?

L’asparago non è altro che il germoglio (il turione), che nasce dalle gemme dei rizomi della pianta situati sotto terra. Per trovarlo basta scorgere lo sguardo alla base della pianta e nei dintorni. Il turione esce dalla terra e si accresce raggiungendo anche delle cospicue altezze, l’importante è raccoglierlo quando è ancora tenero cioè prima che diventi legnoso. Sulla modalità di raccolta ci sono due linee di pensiero: qualcuno pensa che vada staccato un pezzo ma, secondo una credenza popolare va estirpato dal terreno, estraendo anche la parte bianca,  così  ne nascono altri dieci. A me hanno sempre insegnato a estirparli.

Dalla ricerca ne uscirete sicuramente con qualche graffietto sulle mani ma ve lo assicuro, ne vale la pena!

L’asparago selvatico ha un sapore inconfondibile, forte e amarognolo, che non ha nulla a che fare con la specie coltivata che troviamo nei supermercati. Mangiati a crudo, in insalata o pinzimonio manifesta tutto il suo carattere. Cotti in risotti o usati come contorno hanno un tono più morbido ma mantengono sempre la sua robustezza. L’accoppiata perfetta: uova e asparagi, da una semplice frittata a una carbonara vegetariana.

Una ricetta facile e veloce: radunate gli asparagi in mazzetti di dieci legati con lo spago e lessateli per circa quindici minuti.  Nel frattempo cuocete le uova al tegamino. Quando è pronto, mettete tutto in un piatto e cominciate inzuppando l’asparago, uno per volta, nel tuorlo. Semplice e buonissimo.

L’alta quantità di sali minerali, vitamine A, B1, B2, C e potassio, offrono qualità benefiche per il nostro organismo. L’asparago è antianemico, diuretico, antinfiammatorio ed in oltre svolge una funzione fluidificante del sangue. Queste caratteristiche, associate alle poche calorie contenute, sono ottime per chi segue una dieta ipocalorica. 

In conclusione vi ricordo una cosa fondamentale: andare alla ricerca di asparagi, ma anche di erbe e piante che crescono spontanee nel nostro territorio, ci invita a fare una sana camminata all’aria aperta, ed è soprattutto questo il beneficio più grande regalato al nostro organismo.

Come sempre, v'invito a mettere un paio di scarpe comode, armarvi di sacchetto e coltellino e iniziare la ricerca!

 

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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