La Vita è Altrove. Milan Kundera

Letture e Poesie del 20-07-2017
di Francesco Germani

La Vita è Altrove. Milan Kundera

"Baudelaire: "Bisogna essere sempre ubriachi... di vino, di poesia o di virtù, a vostra scelta".

Il lirismo è ebbrezza, e l'uomo si ubriaca per potersi fondere più facilmente col mondo."La vita è altrove è il racconto lineare della vita di un poeta, dall'infanzia alla maturità, fino alla morte, del suo rapporto con la madre, l'amore e le ideologie nella Praga in cui si costruisce l'utopia comunista filosvietica, diventa l'occasione per una riflessione generale, meglio un'osservazione quasi clinica, e un po' anche cinica, sul ruolo della poesia e dell'arte nella vita umana.
E la vita è altrove, come dice il titolo. La vita di Jaromil è tutta votata da un lato a perseguire l'obiettivo di diventare un poeta, dall'altro a raggiungere la libertà, dalla madre, dalla famiglia, dai condizionamenti borghesi, infine anche dall'amore. Il Poeta non si accorge dell'incoerenza di fondo nelle sue scelte: crede di diventare poeta per una sua scelta libera, a questo ideale ritiene tutto sia sacrificabile, e non realizza che la scelta era già contenuta nei desideri materni prima ancora della sua nascita.
L'autore segue la sua storia dall'alto, con misto di indulgenza sarcastica e di compassionevole obiettività, e svela come il suo percorso di liberazione e purificazione non sia altro che il volontario consegnarsi a un'altra schiavitù, quella dell'ideale, mascherata dalla sensuale allure della ribellione.

"La libertà comincia là dove l'uomo viene sputato sulla terra dal cielo e posa il piede sul mondo senza il minimo sentimento di gratitudine."

I miti della poesia al potere, del governo dei giusti e dei filosofi, della purezza del lirismo, dell'ardore giovanile come spinta per il cambiamento e il progresso mostrano da un lato le loro radici nell'apparato della tradizione che vorrebbero annientare, metafora del rapporto con la madre, dall'altro il proprio volto feroce e crudele, che antepone l'idea alle persone.
Il protagonista Jaromil, "figlio della primavera", segue le diverse tappe della sua crescita fondendo insieme il suo percorso come uomo e come poeta: quello di Kundera è un nuovo ritratto dell'artista da giovane, ambientato nel clima rovente della nascita della dittatura comunista cecoslovacca negli anni cinquanta, strettamente legato anche alla vicenda biografica dell'autore.
Non si riesce a guardare a Jaromil e alla sua ingenua crudeltà senza un misto di tenerezza e comprensione. I suoi eroici furori sono legati a un desiderio di assolutezza che è connaturato alla giovinezza, la sua adorazione quasi mistica per la poesia lirica rende vana ogni possibilità di relativizzare e contestualizzare quelle esperienze che costituiscono la vita e che per lui rimangono, tragicomicamente, altrove.
Lo sdoppiamento operato tra Jaromil, che vede se stesso sempre lontano dal suo ideale di realizzazione come uomo-poeta, e Xaver, il giovane rivoluzionario libero e coraggioso si trasforma in allegoria del rapporto mancato, lo scontro, tra idealità e realtà, sublima il conflitto tra il "come il poeta è" e il "come vorrebbe/dovrebbe essere". E l'ansia dell'adeguamento a quell'immagine, adombrata nel padre e repressa nella madre, genera un ardore e un calore che finisce per consumare del tutto Jaromil.
Se anche il colore che predomina nella narrazione spoglia è il grigiore nitido e povero della tipica architettura di periodo sovietico, il chiarore in cui il poeta si trasforma, vittima e carnefice allo stesso tempo di se stesso, rende il racconto della sua vita avvincente e indimenticabile.
Come la tomba sulla quale muore, spegnendosi come una candela, l'illusione.

"Il peggio non è che il mondo non sia libero, ma che la gente abbia disimparato la libertà"

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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