Connessi contro la violenza

Salute e Bellezza del 27-09-2017
di Elisa Marcheselli

Connessi contro la violenza

Tendiamo a sottovalutare l’importanza dell’empatia nelle nostre relazioni, anche lavorative, spesso concentrandoci soltanto sugli aspetti negativi delle stesse.L’empatia è una skill fondamentale, oggigiorno, per costruire e rafforzare legami in una realtà complessa e dinamica; per consolidare la propria reputazione e comprendere le ragioni delle decisioni altrui. Empatizzare significa appunto reagire con un’emozione a quella di un altro: sentirsi triste quando un amico/un’amica è triste; provare compassione per il dolore degli altri. Ed è proprio questo lo strumento principe che utilizzerà l’Associazione ERA Empatia Realmente in Azione APS, fondata da me e dai colleghi Roberta Rachini e Alessio Pieri, per aiutare i giovani e le famiglie in difficoltà.  Il primo progetto dell’associazione “Connessi contro la violenza” è rivolto a scuole primarie e secondarie e sarà focalizzato sul fenomeno dell’hate speech: i giovani rischiano di essere maggiormente esposti sia per il massiccio uso dei social sia per la scarsità (o la mancanza) di situazioni in cui prendere consapevolezza del discorso d’odio. La scuola si trova in prima linea di fronte al difficile compito di affrontare questo fenomeno, che ha senza dubbio forti ripercussioni nelle relazioni tra i pari e nella propria relazione col mondo. Pertanto il progetto è nato con lo scopo generale di: informare e fare chiarezza sui fenomeni collegati ad un uso improprio del web e delle tecnologie oggi disponibili. Nello specifico verranno trattate le macroaree di interesse e fornite definizioni prive di ambivalenze e chiari esempi del cybercrime:hate spee - chcyberbullismo - cyberstalking - cyberpedofilia - revenge porn - sexting - Deep Web. Questo è fondamentale per permettere a tutti gli interlocutori, a livello istituzionale e, contestualmente a livello Genitori- scuola- insegnanti, di comprendere le diverse tipologie di comportamenti e azioni inerenti il cybercrime spesso confuse o etichettate sotto un unico nome:cyberbullismo.  Riteniamo che dalla condivisione e informazione possa nascere la necessaria consapevolezza che permetta di ridurre sensibilmente la criminalità informatica, le condotte informatiche abusive e tutte le conseguenze psico-sociali e giuridiche del caso. Si pensi che il 78% dei genitori si chiede cosa fanno i propri figli quando sono collegati in rete e si chiede se faccia bene o male, se sia pericoloso o no. Nella vita reale i genitori proteggono i propri figli ed è ad oggi necessario educarli ed informarli perché diventino guide sicure e protettive anche durante la navigazione in rete. Pertanto è indispensabile il coinvolgimento dei genitori tanto quando quello degli insegnanti e di tutte le figure che hanno un ruolo educativo per i giovani favorendo una cultura dell’empatia versus una cultura dell’odio. 

www.elisamarcheselli.it

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



POTREBBERO INTERESSARTI