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Perché i tatuaggi devono essere dispari?

Curiosità del
di Fabiana Peruzzi
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Perché i tatuaggi devono essere dispari?

Chissà quanti di voi hanno un tatuaggio e chissà quanti di voi hanno sentito dire che “i tatuaggi devono essere dispari” …sapete perché? Scopriamolo insieme!

Alla base di questa credenza ci sono le usanze dei marinai europei di inizio Ottocento: prima di ogni viaggio i marinai erano soliti tatuarsi un simbolo sulla loro pelle come segno di buon auspicio. Il primo tatuaggio veniva effettuato alla vigilia del primo viaggio, il secondo all’arrivo a destinazione e il terzo appena tornati a casa. Se al marinaio veniva affidata una nuova missione si sarebbe fatto il quarto tatuaggio arrivato alla nuova meta e il quinto al suo rientro a casa, e così via in caso di nuovi viaggi.

Avere quindi un numero di tatuaggi dispari, voleva dire essere a casa sani e salvi, mentre averne un numero pari significava essere lontani dalla propria famiglia.

Come è facile immaginare il simbolo più diffuso tra i marinai era l’àncora – basti pensare a Braccio di Ferro - ma c’erano anche animali particolari legati ai posti visitati: il dragone per chi era stato in Oriente e la tartaruga per chi aveva varcato l’equatore.

Fu James Cook (1728-1798) a diffondere la conoscenza del tatuaggio in occidente - raccontando delle pratiche in uso tra la popolazione polinesiana -  mentre fu re Edoardo VII (1841-1910) a diffonderne la moda tra i regnanti Europei tatuandosi, a 18 anni, una croce sul braccio. Lo zar russo Nicola II  non fu da meno: nel 1891 tornò da un viaggio diplomatico in Giappone con un dragone sul braccio destro.

Tra i tatuati illustri voglio ricordare: Sir. Wiston Churchill - primo ministro inglese - che aveva un'àncora sull’avambraccio, in ricordo del suo passato marinaresco come corrispondente tra Cuba, India e Sudafrica; George Orwell - autore de La Fattoria degli animali e di 1984 - che aveva tatuato un puntino blu su ciascuna nocca come segno di protezione; Teddy Roosevelt - 26esimo presidente USA – che aveva l’emblema araldico della famiglia inciso sul petto e, infine, Thomas Edison si era disegnato cinque misteriosi puntini sul braccio. Nessuno scoprì mai che cosa volessero dire, ma di sicuro si deve a lui l’invenzione della prima macchinetta per tatuaggi.

Vi lascio con un'ultima curiosità:

Il termine "tatuaggio", introdotto da Cook, deriva dal polinesiano tattaw che vuol dire " incidere, decorare” - più poeticamente “lasciare un segno indelebile sulla pelle". Il vocabolo è di origine onomatopeica e deriva dall’azione picchiettare la pelle con un bastoncino di legno o di osso appuntito - le incisioni venivano poi colmate con una mistura blu scura o nera ottenuta dal carbone di una pianta oleosa.

 

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